Barletta: caso Cementeria, una manifestazione per fermare il disastro ambientale

18/01/2016 - “Disastro ambientale”. Questo è stato il bollettino della Procura di Trani dinanzi alla resa dei conti sulla sull’inquinamento causato dalla combustione dei rifiuti da parte della Cementeria Buzzi Unicem. Venerdì, 22 gennaio, Barletta si unisce in un’iniziativa collettiva a favore della trasparenza e del recupero ambientale.

"Le indagini della Procura di Trani sul disastro ambientale in atto in questa città ha avuto come farsesco effetto collaterale quello di dar via al solito e, se si ha un minimo di memoria, alquanto ridicolo, balletto vorticoso di dichiarazioni, prese di posizione, uscite pubbliche di soggetti politici ed istituzionali, che tutto a un tratto sembrerebbero rendersi conto di vivere in una città con un impianto industriale che brucia 65.000 tonnellate di rifiuti all’anno e che, ma chi lo avrebbe mai detto!, la cosa non è propriamente salutare. Questa schiera di novelli Lazzaro improvvisamente resuscitati dal mondo dei morti ci tengono ora a dichiarare in massa l’usuale ritornello di cui si abusa fin troppo in un paese in cui lo scempio ambientale è regola comune: “siamo preoccupati – adotteremo misure a breve – fiducia nell’operato della magistratura”. Anche qui, chi ha un minimo di memoria sa che certe frasi di solito sono solo un preludio al peggio; che in questo caso è chiaramente il cercare di apparire solerti e attenti, prospettare drastici cambiamenti a mezzo stampa paventando moderato sdegno e inviti alla calma, e in realtà aspettare che la bufera giudiziaria passi per tornare tranquillamente a non fare niente e continuare ad annegare silenziosamente in un mare di connivenza tutta la questione, con buona pace delle presunte preoccupazioni per la salute dei cittadini. Abbiamo spesso ricordato come da anni movimenti e associazioni, di cui il nostro Forum Salute e Ambiente è espressione ultima, abbiano denunciato la spaventosa situazione ambientale di Barletta: non lo facciamo per fregiarci del ruolo di Cassandra del caso, ma solo per ricordare come, in tutti questi anni, a fronte delle continue denunce e delle macroscopiche evidenze di come in questa città ci fossero aziende che inseguono il loro privatissimo profitto, molti dei personaggi che ora gareggiano nell’arrampicata sugli specchi abbiano semplicemente chiuso gli occhi e lasciato che la situazione perdurasse. E al di là delle responsabilità giudiziarie, di cui sarà la magistratura a occuparsi, ci sono delle precise responsabilità politiche dietro questo incancrenirsi di una devastazione che avrebbe potuto essere fermata o quanto meno limitata molto prima.
Responsabilità che ricadono sul Sindaco Cascella che avrebbe la facoltà e l’autorità per intervenire e che invece non fa assolutamente nulla; con Consiglieri Regionali che vagheggiano future delocalizzazioni(chi pagherà la delocalizzazione? quali saranno i tempi di realizzazione?) con il preciso scopo di lasciare le cose allo stato attuale condannando un intero territorio a pagare e reggere sulle spalle inutilmente un modello industriale non solo obsoleto ma secondo noi senza prospettive.
Non sarà la magistratura ora a risolvere magicamente le cose, e aspettarsi che questa classe politica si decida a farlo è non solo ingenuo, ma un atto di fede immotivato che non tiene conto della palese volontà di quest’ultima di continuare nella sua opera di spalla istituzionale dell’interesse privato. E allora non potrà che essere una risposta collettiva e dal basso, che coinvolga in primis anche i lavoratori delle aziende coinvolte, l’unico modo per cercare di invertire la rotta; la nostra campagna di raccolta firme per la presentazione dei due progetti di delibera sulla strategia Rifiuti Zero e sul monitoraggio delle aziende insalubri, campagna che ha sortito un insperato successo e che ci ha dimostrato come sempre di più i cittadini siano coscienti della pericolosità ambientale, sanitaria e sociale della situazione, è la prova lampante di come questo sia non solo possibile, ma necessario. Così come è necessario in questo momento, ed è necessario farlo subito, prima che il costo in termini sanitari ed ecologici diventi del tutto fuori controllo, che sia dato un immediato stop al coincenerimento dei rifiuti nei forni della cementeria Buzzi Unicem, revocando l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Puglia nel 2012 e di cui sono stati chiamati a rispondere in via giudiziaria vertici dell’azienda, tecnici e dirigenti della Provincia e della Regione, e che la falda acquifera, i cui pesanti livelli di inquinamento mettono a serio rischio la salute di tutti, oggetto negli ultimi mesi di un imbarazzante balletto di rimpalli di responsabilità, venga bonificata al più presto dai diretti responsabili, Timac Agro in primis. Due provvedimenti imprescindibili, un primo passo verso un totale ripensamento delle politiche ambientali e sociali di questa città, e che rappresentano la conditio sine qua non di qualsiasi serio corso d’azioni che miri sul serio alla tutela della salute e dell’ambiente. È per questo che Venerdì 22 Gennaio, alle ore 18:30 in Piazza Caduti, invitiamo tutti a partecipare a una manifestazione cittadina per esigere l’adozione di queste due misure e per iniziare a costruire dal basso una risposta determinata e collettiva per un cambio radicale nella nostra città."





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-01-2016 alle 15:07 sul giornale del 19 gennaio 2016 - 2179 letture

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