Brindisi:"E' possibile essere padre in carcere?" Associazione #ADESSOPUOI dialoga con i detenuti

05/02/2016 - L’associazione #ADESSOPUOI in collaborazione con il gruppo GEGI e la Casa circondariale di Brindisi, realizzerà un progetto che vedrà protagonisti i detenuti.


“E’ possibile essere padre in carcere?”, questo il titolo del progetto che vedrà a lavoro counselor e psicoterapeuti che opereranno a titolo del tutto gratuito.
Questo progetto nasce dalla profonda riflessione su come viene gestito il distacco nella relazione padre-figlio di fronte ad un evento forzato come la detenzione, e si propone attraverso l’utilizzo di strumenti quali il counseling, la fotografia e il grounding di accompagnare i partecipanti in un percorso personale e di gruppo che porti ad esplorare quali emozioni e quali dinamiche avvengono in chi, forzatamente, viene separato dalla propria famiglia.

La privazione della libertà, per mezzo di detenzione, non è solo una pena da scontare in termini di tempo, nasce da un principio che è quello della rieducazione del detenuto affinché possa reintegrarsi nella maniera più corretta nella società una volta fuori.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-02-2016 alle 10:10 sul giornale del 06 febbraio 2016 - 2391 letture

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