Brindisi: al Teatro Verdi arriva "Signori… le paté de la maison!"un mix di ironia con Sabrina Ferilli

10/02/2016 - Al Teatro Verdi arriva «Signori… le paté de la maison!», un piatto a base di ironia e colpi di scena con Sabrina Ferilli, Maurizio Micheli (anche regista) e Pino Quartullo. Una commedia brillante che il 16 febbraio, alle ore 20.30, stuzzicherà i palati degli spettatori di Brindisi.

Una cena in famiglia che nasconde mille insidie, tra vecchi rancori e risate. Arriva al Teatro Verdi di Brindisi, martedì 16 febbraio (ore 20.30), «Signori… le paté de la maison!», con Sabrina Ferilli, Maurizio Micheli, che firma anche la regia, e Pino Quartullo.

Con un nome diverso e originale viene proposta la versione italiana della commedia «Le Prénom» di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte, diventata poi un film diretto dagli stessi autori nel 2012, diffuso in Italia con il titolo «Cena tra amici», che ha poi ispirato il remake tutto italiano «Il nome del figlio», uscito nel 2015, firmato da Francesca Archibugi, con Alessandro Gassmann, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio, Micaela Ramazzotti e Rocco Papaleo.

La storia è un mix di arguzia, satira sociale e politica: una sera, una cena tra amici a casa di una coppia radical chic, in un quartiere bene di Roma. Un salotto accogliente, una libreria, un cucinotto e un bel camino. Il profumo del paté che con amorosa pazienza la padrona di casa ha cominciato a preparare dal primo mattino con l’aiuto della madre esperta e pignola, la voglia e il piacere di stare insieme, di dirsi cose omesse per anni. Tutto sembra filare liscio finché uno degli invitati comunica quale sarà il nome del figlio in arrivo. Nome simbolico, disturbante per la sensibilità di sinistra dei padroni di casa. Ne nasce un parapiglia dialettico, un vero pasticcio che richiama il paté che dà il titolo alla pièce, scoperchiando incomprensioni e vecchi rancori.

Una commedia brillante, a tratti grottesca e dai risvolti amari, che porta i protagonisti alla consapevolezza che, finita la cena, niente sarà più come prima. E così, uno scherzo innocente e goliardico avrà finalmente tolto il velo a verità inaspettate e battute imbarazzanti. Se la famiglia è oggetto di indagine e comicità, dentro la famiglia possono celarsi segreti, situazioni e sentimenti che scardinano la normalità dei rapporti e portano a rivedere convinzioni un po’ troppo scontate.

«La cena diventa una lite perenne tra mio fratello e mio marito - racconta Sabrina Ferilli, che dello spettacolo firma la produzione oltre ad aver curato con Carlo Buccirosso l’adattamento dal testo francese -, una lite politica, perché il primo è di destra, borghese, strafottente, il secondo è un insegnante universitario, preoccupato per il precipitare della situazione politica. Io sono una maestra che si è sempre dedicata alle figlie e alla famiglia. Durante la lite, esplodo anche io con la mia ribellione e la frustrazione per aver lasciato il lavoro». L’attrice ravviva i toni e ironizza sull’emancipazione femminile, «basata sulla capacità di noi donne di curare il lavoro e la famiglia, senza che lo Stato ci aiuti. L’emancipazione è solo nostra, per cui se prima o lavoravi o stavi a casa, adesso devi fare l’una e l’altra cosa, perché se, come spesso accade, tuo marito ti scarica, ti ritrovi da sola con il lavoro e con i figli».

Il personaggio del marito è interpretato da Maurizio Micheli, mentre Pino Quartullo veste il ruolo del fratello. «In scena siamo sei personaggi - continua la protagonista - e la commedia è di gran ritmo, con battute comiche, sarcastiche, anche cattive». La lite scoppia quando si annuncia il nome del nascituro, che nel film di Francesca Archibugi, «Il nome del figlio», era Benito, mentre nella commedia teatrale è rimasto fedele al testo originale: Adolf.

Non è la prima volta che Sabrina Ferilli, oltre a essere interprete sulla scena, si cimenta nel ruolo di produttrice: «L’avevo fatto a metà con Gigi Proietti per ‘La presidentessa’ - conclude - e poi, da sola, ho prodotto ‘Sunshine’ con la regia di Giorgio Albertazzi».

Si comincia alle ore 20.30

Durata dello spettacolo: un’ora e 50 minuti più intervallo (dopo un’ora)





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-02-2016 alle 11:19 sul giornale del 11 febbraio 2016 - 1665 letture

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