Brindisi, Alparone verso le amministrative: "E' tempo di proposte e risposte"

09/03/2016 - Leggo e in parte condivido quanto evidenziato da più parti circa un’arena competitiva, che a quasi tre mesi dalle, occorrerebbe dire probabili, consultazioni amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale nel nostro capoluogo, appare alquanto abulica, imperscrutabile, quasi impalpabile.

Ritengo plausibile, infatti, che ci sia aria di grande incertezza circa le prospettivedei partiti (da destra a sinistra senza distinzione alcuna), nella consapevolezza, ormai sempre più forte, che per sconfiggere l’avversione e lo scetticismo maturati in questi anni nell’elettorato, possa non essere più sufficiente cambiare il trucco, proporre facce nuove o pescare un nome all’interno della cosiddetta società civile. Al contrario, è giunto il momento di lavorare seriamente e fornire risposte concrete ai cittadini. In tal senso le strategie sono legittimamente in via di definizione, senza eccezioni. D’altronde, in questo particolare momento storico, sebbene io non creda che sia giusto fare di tutta un’erba un fascio, vita facile sembrano avere i rappresentanti di movimenti e liste civiche che raccolgono soprattutto voti di protesta e che, ne sono persuaso, possano essere considerati sì lodevoli pionieri del ricambio politico relativamente a quello che definiscono “vecchio marciume” ma, almeno con un beneficio di inventario.

Tra l’altro, soprattutto a Brindisi, la cautela nei giudizi è d’obbligo, dal momento che, a doversi vergognare della propria azione di governo, della propria condotta amministrativa, credo non debba certo essere la coalizione di centrodestra che, specie tramite gli esponenti di Forza Italia, seduti in Consiglio tra le file dell’opposizione, ha incalzato e osteggiato senza sosta la maggioranza e la giunta Consales. Ora possiamo dirlo, con tutte le ragioni (e i meriti) di questo mondo. Rispolverare adesso lo slogan “la spazzatura puzza” sarebbe gioco troppo facile se non fosse che il grido d’allarme proveniente da quei banchi di opposizione ha enormemente preceduto – in ordine di tempo – l’epilogo giudiziale noto a tutti.

Questo, senza contare tutte le altre vicende relative ad altri temi quali la Sanità, il Porto di Brindisi (ricordate la vicenda del porto “core”), gli accorpamenti subiti a vario titolo (CCIAA, Autorità Portuale etc) in cui Brindisi risulta sempre parte lesa e vittima sacrificale nel nome di una presunta razionalizzazione. In questi ambiti, vale la pena ricordare, il centrodestra ha condotto battaglie feroci. Per il centrodestra, per i Partiti che intendono risollevare le sue sorti, è certamente questo il tempo di adattare meticolosamente i propri apparati alle esigenze della città, proporre figure nuove , guardando alle aspettative dell’elettorato e lavorando su opportuni cambiamenti di rotta, in quanto, credo fortemente che l’ostracismo partitico che si respira per le strade sia solo una superficiale parvenza: non è, infatti, pensabile, per il bene comune e nell’interesse di tutti i cittadini, dissipare esperienze e personalità che i partiti hanno ancora da esprime e proporre.

Oggi, non c’è bisogno di rivoluzione, ma solo di rinnovamento. Quello che sta accadendo va analizzato: attualmente uno solo è il candidato sindaco ufficiale e fuori dalle segreterie di partito tutto vi è, meno che la fila di coloro che intendono misurarsi nelle liste. Del resto, dopo lo scatafascio generato dalla gestione targata Consales e tutto ciò che riguarda le possibili conseguenze derivanti dai rilievi formulati dalla Corte dei Conti, non può che essere diversamente. Il compito è gravoso, la sfida quanto mai ardua e i rischi di imbarcata altrettanto elevati. Servirebbe un martire, dice qualcuno, e forse non ha tutti i torti. Ci vorrà sicuramente grande spirito di sacrificio e perciò onore a chi si cimenterà. Dovrebbe essere chiara a tutti, peraltro, la differenza, nei fatti e nelle prospettive realizzabili, tra centrodestra e centrosinistra. Tentare di mischiare le carte, rinnegare un recentissimo passato, fingere chissà quale fittizio rinnovamento, sono comportamenti che la società civile dovrebbe stigmatizzare e bandire, tacciandoli, senza giri di parole, come abiette manovre di palazzo per il mantenimento del potere nonostante il fallimento sancito su più fronti.

E’ questo il tempo delle risposte: l’elettorato di centrodestra aspetta fiducioso e l’occasione è ghiotta. Anche perché il centrosinistra, con gli alleati di sempre (o più o meno), ha avuto il suo credito, si è giocato le sue carte (non troppo bene) e dopo aver dissipato fiducia e speranze si ripresenta ai blocchi molto meno compatto. Non basta cambiare la pelle, specie se è come quella dei serpenti.

Adesso più che mai il Centrodestra deve mostrarsi unito, granitico e rappresentare la sintesi di movimenti, correnti , aspirazioni e ideali liberali comuni, per ambire ad essere vincente, offrendo un affidabile riparo al suo elettorato che, attualmente un po’ disperso e disorientato, attende trepidante una proposta seria per la sua città.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-03-2016 alle 14:39 sul giornale del 10 marzo 2016 - 1283 letture

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