Brindisi, elezioni: la confusione dei ‘numeri primi’

14/03/2016 - “E ci ritroviamo in alto”, cantava un po’ di anni fa Loredana Bertè. Mai frase più azzeccata in questo periodo, a Brindisi. Già, perché, eccezion fatta per qualche voce fuori dal coro, ancora non si sono palesati i futuri candidati sindaci.

Michele Errico, Nando Marino, Nicola Frugis ed altri. Sono solo questi alcuni dei nomi che probabilmente vedremo su qualche cartellone politico tra un po’ di tempo. L’unica eccezione la fa Simona Pino D’Astore di ‘Fronte Civico Brindisino’, già presentata ufficialmente come candidata sindaco di Brindisi.

Nella Brindisi politica si respira aria pesante, dunque. Sul nascere, ancora le varie coalizioni, chi si deve alleare con chi, non si sa. Centrodestra, centrosinistra e centro stanno valutando attentamente chi mettersi in casa propria.

Consolidati solo i rapporti tra ‘Forza Italia’, ‘Noi con Salvini’ e ‘Movimento Schettulli’, ‘partner’ storici del centrodestra. In fase di valutazione, anche il legame con ‘Brindisi può’ di Frugis, messosi a disposizione. Anche il capogruppo di ‘Forza Italia’, Mauro D’Attis, non ha fornito delucidazioni in merito alla propria candidatura. Ad onor del vero, però, attualmente, non v’è alcuna figura concreta ‘titolata’ a mettere piede in Palazzo di Città. Per dovere di cronaca, il 18 marzo si dovrebbe delineare il quadro, ricorrendo, se necessario, alle primarie.

Nell’opposto schieramento, invece, Michele Errico, ancora non ha svelato le proprie intenzioni sul da farsi, nonostante abbia chiesto una settimana di tempo per decidere a ‘Brindisi Bene Comune’, ‘Sì Democrazia’, ‘Rifondazione Comunista’ e ‘SEL’, ossia partiti facenti parte dell’unica coalizione ‘Coalizione per la rinascita di Brindisi’. In netto calo, sempre per ora, le quotazioni del presidente della LegaBasket e della NBB, Nando Marino. Il ‘Partito Democratico’ sta anche valutando idee alternative come quelle di Carmelo Grassi, direttore artistico della Fondazione del Nuovo Teatro Verdi e Giuseppe Marchianna, ex vice sindaco nella giunta Consales, da cui ha preso nettamente le distanze, presentando le proprie dimissioni molto tempo prima dell’arresto dello stesso Consales.

Black-out anche nel M5S, il quale ha smentito la candidatura di Stefano Alparone.

Al di là della voglia di ‘accaparrarsi’ la poltrona di sindaco, la figura che rappresenterà la città dovrà essere ‘pulita’ e ‘trasparente’, senza scheletri nell’armadio. Un profilo condiviso dai più ma, soprattutto, amato dalla città e che la rispecchi in toto. Brindisi non ha bisogno di burattini e burattinai, ma di una mano che la guidi verso quella rinascita a cui ambisce e che, giustamente, merita. Per troppo tempo la città è stata a guardare la mala politica che l’ha rappresentata, senza far nulla. Ora è tempo di puntare i piedi in terra e riprendersi il glorioso futuro, da tempo smarrito, perché ‘rubato’. I brindisini meritano un volto capace a far risalire la china e che si assuma l’impegno, seppure tanto pesante e complesso, di ‘guarire’ Brindisi dal male chiamato politica.





Questo è un articolo pubblicato il 14-03-2016 alle 14:39 sul giornale del 15 marzo 2016 - 1109 letture

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