Brindisi: "I Duellanti" Alessio Boni e Marcello Prayer si sfidano al Teatro Verdi

21/03/2016 - In scena il 30 marzo (ore 20.30) la storia avventurosa di due capitani napoleonici divisi da una epica rivalità. Alessio Boni torna a Brindisi dopo due anni per interpretare il celebre racconto di Joseph Conrad, alla sua prima versione teatrale.

«In questa faccenda, secondo me, c’è stato dal principio alla fine qualcosa che nessuno è riuscito a capire. È cominciata nel mistero, nel mistero è proseguita e nel mistero, a quanto sembra, deve finire». Dalle parole di Joseph Conrad trae ispirazione «I Duellanti», spettacolo che segna il ritorno di Alessio Boni al Teatro Verdi di Brindisi, mercoledì 30 marzo (ore 20.30). Al suo fianco, nel ruolo dell’antagonista, Marcello Prayer, per una produzione diretta da Roberto Aldorasi e dallo stesso Boni.

Diventato celebre grazie al primo film di Ridley Scott nel 1977, con Keith Carradine e Harvey Keitel, premiato al «Festival di Cannes» come «Migliore opera prima», il romanzo originario di Conrad risale invece al 1908 (l’unico dello scrittore polacco a non avere per sfondo il mare). Intitolato agli esordi «The Duel», a influenzare il racconto fu un articolo pubblicato su un quotidiano di provincia, che raccontava le vicende galeotte di due ufficiali napoleonici, capaci di scontrarsi a duello diciassette volte in vent’anni.

Armand D’Hubert, posato e affascinante uomo del nord, e Gabriel Florian Feraud, guascone iroso e scontento, sono due giovani promettenti ufficiali. Fanno parte dello stesso esercito, la «Grande Armée» di Napoleone Bonaparte. Ussari, per l’esattezza. Il primo nobile. Il secondo di umili origini, ufficiale nella più grande legione dell’Ottocento grazie a Napoleone, che aveva consentito anche ai plebei l’accesso agli alti ranghi militari. D’Hubert ha l’ordine di arrestare Feraud, che poco prima aveva ucciso a duello un discendente di una importante famiglia. Ma quando D’Hubert si reca da Feraud, lo trova in compagnia di una donna. Sentendosi offeso, Feraud lancia il guanto di sfida che D’Hubert non può non raccogliere, proprio per le sue origini cavalleresche.

Nonostante fosse vietato per gli ufficiali dell’esercito napoleonico sfidarsi a duello, per motivi pretestuosi, i due iniziano a inanellare combattimenti a oltranza - al primo e all’ultimo sangue, con la sciabola, la spada, la pistola - che diventano la costante delle rispettive carriere, fino al grado di generale, senza che nessuno sappia il motivo di questo odio profondo. E, proprio per il mistero che riescono a conservare, i due diventano celebri in tutto l’esercito napoleonico: non tanto e non solo per i meriti sui campi di battaglia di tutta Europa, quanto per la fedeltà alla sfida reciproca, che li accompagnerà per vent’anni, fino al duello decisivo. Sfidarsi diventa l’unica ragione stessa del duello, non importa da dove e perché tutto è cominciato. I due non smetteranno mai di scambiarsi insulti e colpi di sciabola.

«I Duellanti» è un’opera su un mondo in estinzione oltre che un capolavoro dell’assurdo: i fili della vita e del destino sfuggono di mano e sopravanzano ogni buonsenso e prevedibilità. È la prima volta che il racconto di Conrad viene adattato per il teatro. Ed è anche la prima regia per Alessio Boni, dai tempi dell’Accademia Silvio D’Amico quando, con Luigi Lo Cascio, metteva in scena qualche piccolo spettacolo.

Colpisce l’interpretazione dei due ufficiali nei combattimenti all’arma bianca, frutto del lavoro del maestro d’arme Renzo Musumeci Greco, cui la produzione si è affidata per rendere ancora più realistica la messinscena. Federica Vecchio suona il violoncello e si offre nel ruolo di Adèle, madame de Lione e fidanzata di D’Hubert, mentre Francesco Meoni è il colonnello Marchand, lo zio di Adèle, il ministro Fouché, un soldato e un giardiniere.

«I duellanti - ha spiegato Alessio Boni - si sfidano come avversari, ma allo stesso tempo sanno di non poter fare a meno l’uno dell’altro. Il messaggio dello spettacolo, al di là del sangue e del duello, è che in qualsiasi ambito tu abbia scelto di muoverti, prima o poi una stoccata nella vita devi darla perché quando sei nato non puoi più nasconderti».

Si comincia alle ore 20.30
Durata: un’ora e 38 minuti senza intervallo
Per tutte le informazioni www.fondazionenuovoteatroverdi.it
Biglietteria online bit.ly/1LsBqD7
Tel. (0831) 229230 - 562554





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-03-2016 alle 12:11 sul giornale del 22 marzo 2016 - 1510 letture

In questo articolo si parla di teatro, spettacoli, brindisi, alessio boni, marcello prayer, Fondazione Nuovo Teatro Verdi, i duellanti

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/au5D