Malformazioni neonatali e inquinamento, studiosi cinesi parlano di Brindisi

14/04/2016 - Le malformazioni neonatali sono un indicatore di salute precoce in un contesto di inquinamento atmosferico. Il loro studio è di fondamentale importanza per rilevare rischi per la salute a breve termine. Il monitoraggio dovrebbe essere quindi continuo.

Uno studio di coorte condotto nella città di Anqing in Cina sui nati con malformazione dal 2010 al 2012 ha rilevato che il rischio di malformazioni è correlato con più elevati valori di SO2 (anidride solforosa) misurata nell’ambiente. La correlazione è stata dimostrata per esposizioni della madri prima del concepimento, nel primo e maggiormente nel secondo semestre.

Sono stati studiati 398 casi di bambini e bambine nate con malformazioni congenite su 16332 nati nel periodo considerato. Un incremento di 10 mg/m3 nel secondo trimestre di gravidanza è fortemente associato con difetti congeniti.

L’articolo di Cijiang Yao e colleghi Air Pollution and the Risk of Birth Defects in Anqing City, China è stato appena pubblicato sul numero di Aprile – volume 58 – della rivista JOEM, American College of Occupational and Environmental Medicine.

La ricerca cinese appena pubblicata cita il lavoro condotto nella città di Brindisi da ricercatori del CNR di Lecce e della locale ASL sulle malformazioni del capoluogo diagnosticate dal 2001 al 2010. Le mamme di quei bambini erano state esposte, nel periodo della loro gravidanza che va dalla terza alla ottava settimana, ad una concentrazione di anidride solforosa (SO2) più elevata delle mamme che avevano partorito negli stessi anni bambini in buona salute (http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0013935113001862)
Gli stessi autori un anno prima avevano pubblicato su altra rivista internazionale i dati riguardanti le malformazioni congenite a Brindisi registrando nello stesso arco temporale un totale di 194 anomalie su 8.503 neonati e osservando una prevalenza di 228 casi su 10.000 nati vivi, approssimativamente il 17% in più rispetto al dato riportato dal registro europeo EUROCAT (http://link.springer.com/article/10.1186%2F1471-2393-12-165). Questi dati non sono stati sinora smentiti nonostante qualche comunicazione personale abbia cercato di seminare dubbi, ma al momento mancano pubblicazioni di valore paragonabile di segno contrario. Arriva invece proprio in questi giorni dal lavoro cinese una conferma che la misurazione della SO2 atmosferica è una ipotesi corretta per predire il rischio di malformazioni congenite.

La Regione Puglia nel luglio 2013, probabilmente sulla base delle risultanze del primo studio sulle malformazioni congenite a Brindisi, ha istituito il registro regionale delle malformazioni, ma sinora non è stato pubblicato alcun report. E ciò mentre da un altro sito inquinato della regione, Manfredonia, giungono prime evidenze di eccessi di difetti neonatali. In quell’area l’inquinante sospettato è però l’arsenico, usato nel locale stabilimento chimico sin dal 1971, disperso nell’ambiente in un incidente del 1976 (e non solo), ma ancora presente nelle matrici ambientali oggetto di bonifica.

Uno studio di coorte è in corso sulla popolazione di Brindisi e altri 6 comuni ed include anche le malformazioni neonatali, ma i risultati, preannunciati per la fine del 2015, non sono ancora noti. Brindisi è infatti la seconda area più industrializzata della Regione e sede di un grave inquinamento industriale di suolo e falda.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-04-2016 alle 14:42 sul giornale del 15 aprile 2016 - 1720 letture

In questo articolo si parla di attualità, inquinamento, imalformazioni

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