Carla Fracci danza per Brindisi

15/04/2016 - La divina étoile arriva per la prima volta al Teatro Verdi il 22 aprile (ore 20.30) con il grandioso balletto «Shéhérazade e le mille e una notte», per le coreografie di Fredy Franzutti.

Si scioglie di passione nei caldi colori di fiaba, possenti di vigorosa energia evocativa già dai primi versi, questa incantata «Shéhérazade e le mille e una notte» che Fredy Franzutti mette in scena venerdì 22 aprile al Teatro Verdi di Brindisi; un balletto fuori programma in un atto e cinque quadri ispirato ai racconti d’oriente di Antoine Galland, su musiche dei poemi sinfonici «Shéhérazade» e «Antar» di Nicolaj Rimskij-Korsakov.

Il palco si trasforma nella magica città siriana di Palmira. Al centro lei, Carla Fracci, diafana e divina come sempre, con la sua innata eleganza e la sua ricchezza coreografica. Il «Balletto del Sud» porta a Brindisi uno spettacolo che unisce la forza della danza con la potenza del teatro, grazie alla presenza dell’attore Andrea Sirianni, nel doppio ruolo di «Shéhérazade» e del Sultano, che introduce i racconti danzanti della storia.

L’argomento della fiaba è noto. II Sultano, convinto della infedeltà femminile, giura di uccidere tutte le proprie mogli dopo la prima notte di nozze. Solo «Shéhérazade» riesce a salvarsi intrattenendo il suo signore con affascinanti novelle, raccontate una dopo l’altra per mille e una notte. L’uomo, spinto dalla curiosità, rimanda di giorno in giorno l’esecuzione della moglie fino a desistere del tutto dal suo proposito sanguinario.

Le fiabe, dunque, possono perfino salvarci la vita. L’atmosfera della favola d’oriente avvolge lo spettatore di un fascino arcano, misterioso, fissato nel tempo e nei luoghi, oltre il Mare Arabo: sultani, visir, figure femminili, schiave o di alto lignaggio, vestite di bellezza che compiace i potenti. Nei cinque quadri si intrecciano le storie delle notti stellate, quelle narrate alla falce di luna, l’astro muto che ascolta e riflette. Le parole di Sirianni ricamano di esotismo i racconti d’oriente.

Carla Fracci è «Thalassa», la Regina dei mari che insegue il marinaio Sindbad per recuperare la pupilla di rubino, la preziosa gemma che lo schiavo ha sottratto alla statua della «Dea Kalì»: «Thalassa», in costume blu notte, dovrà ristabilire l’ordine infranto in un assolo sul brano «Song of indian guest», rara registrazione d’epoca del tenore svedese Jussi Björling. Alla fine d’incanto tutto svanirà, risucchiato dal mare, dai flutti da cui «Thalassa» era emersa. Anche la storia d’amore di «Shéhérazade» si perderà nella vaghezza di un sogno, come in ogni favola. Bella e drammatica, compresa in se stessa e con tutta la sua evocata magia, Carla Fracci tiene la scena, impugna la scimitarra con il volto fiero e l’atteggiamento austero.

Eugenio Montale le dedicò una poesia dal titolo «La danzatrice stanca» («Potrai rimettere le ali non più nubecola celeste ma terrestre e non è detto che il cielo se ne accorga»), tuttavia Carla Fracci non sembra volersi fermare. «Alla mia età - ha spiegato in una recente intervista - torno in scena in occasioni speciali. Sul palco, misteriosamente, gli anni volano via. Ho cominciato a studiare ballo a nove anni e oggi la danza rappresenta la mia acqua, l’elemento immortale che mi rigenera come in un grembo materno».

Al fianco dell’icona della danza per eccellenza, il danzatore cubano Carlos Montalván Tovar(«Sindbad, il marinaio»), che dopo alcune esperienze internazionali è tornato al «Balletto del Sud»;i primi ballerini, la spagnola Nuria Salado Fusté («Zobeide») e il brindisino Alessandro De Ceglia («il principe Assan»), infine tutti i solisti della compagnia: Alexander Yakovlev, Martina Minniti, Ciro Iorio, Daniel Agudo Gallardo, Francesca Raule, Alice Leoncini, Stefano Sacco, Lucio Mautone, Beatrice Bartolomei, Federica Resta, Francesca Bruno e Luca Rimolo. Le scene sono realizzate da Francesco Palma.

«Fredy Franzutti - ha concluso Carla Fracci -, questo giovane coreografo di talento, mi ha offerto un ruolo appropriato, adatto alle mie attuali possibilità. Su cinque quadri tre sono miei: nel primo danzo quindici minuti di fila e così anche nell’ultimo. E in mezzo faccio una variazione. Sono molto contenta di essere in questa compagnia giovane e piena di energia. Penso sia doveroso per me lavorare con i giovani: sono talmente privi di esempi e di maestri cui fare riferimento».

Si comincia alle ore 20.30
Durata: un’ora e 20 minuti senza intervallo
Info goo.gl/28h9OD

Biglietteria online goo.gl/4yfS8H
Tel. (0831) 229230 - 562554





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-04-2016 alle 15:25 sul giornale del 16 aprile 2016 - 1548 letture

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