Simona D'Astore e il suo progetto per gli ex detenuti

09/05/2016 - Nel programma politico della candidata sindaco Simona Pino D’astore c’è particolare attenzione anche per gli ex detenuti. Uomini, padri di famiglia che, dopo aver scontato la loro pena sono stati troppo spesso dimenticati dalle istituzioni ed ai quali bisogna dare la possibilità di reinserirsi nella società.

La candidata Simona Pino D’Astore ha pensato anche a loro e lo ha ribadito nel comizio tenutosi venerdì sera al rione Sant’Elia, un quartiere periferico degradato nel quale soggiace una realtà dimenticata e abbandonata da troppi anni. Laddove manca il lavoro ed il sostegno delle istituzioni, la criminalità prende il sopravvento e Brindisi è stata per troppo tempo flagellata dalla malavita. Non possiamo permettere che ciò continui a ripetersi. Non possiamo consentire che il disagio economico diventi bacino di reclutamento della della delinquenza locale o sfoci in atti criminali individuali che mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini, come troppe volte è accaduto e accade.
Il programma politico di Simona Pino D’Astore prevede l’incentivazione di costituzione di cooperative di lavoro tra ex-detenuti per dare loro una speranza di un futuro dignitoso e favorire l’integrazione ed una completa riabilitazione sociale.. Il Ministero del Lavoro ed il Ministero della Giustizia hanno firmato un protocollo d'intesa rivolto a favorire l'attività lavorativa attraverso appunto la promozione di progetti di cooperative sociali formate anche da detenuti, ex detenuti, internati ed ex internati con l'applicazione di agevolazioni contributive e il sostegno all'attività di orientamento, formazione professionale e inserimento lavorativo della popolazione delle carceri.
La riabilitazione di queste persone passa anche attraverso il diritto di vivere in un’abitazione dignitosa per lil loro nucleo famigliare ed a questo proposito l’amministrazione comunale dovrà dare conto delle graduatorie di assegnazione delle case popolari, che dovranno essere rigorosamente rimodulate dopo attenta e scrupolosa valutazione dei requisiti reddituali.
Ex amministratori e dirigenti dell'ufficio casa e patrimonio, dovranno ad esempio spiegare perché, secondo i ben informati, risultano case popolari ancora assegnate a persone decedute e quindi non più aventi diritto e perché di tali situazioni non è stato informato il relativo ente di competenza IACP. Potrebbe sorgere altrimenti il dubbio legittimo che queste casa non vengano occupate secondo i criteri stabiliti dalla legge.
Queste ed altre anomalie di assegnazione dovranno essere risolte una volta per tutte, nell’ottica di una VERA e TRASPARENTE giustizia sociale.


da Simona Pino d'Astore 

( Candidato sindaco di Brindisi)




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-05-2016 alle 14:45 sul giornale del 10 maggio 2016 - 857 letture

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