«Non ti pago» al Verdi di Brindisi l’ultimo successo di Luca De Filippo regista

25/05/2016 - Giovedì 26 maggio (sipario ore 20.30) si chiude la stagione del Teatro Verdi con l’ultima regia di Luca De Filippo, scomparso lo scorso novembre, che riprende una tra le più celebri commedie di Eduardo: al centro della scena una città, Napoli, fatta di paure, angosce e miseria, ma che non rinuncia alla speranza, all’illusione, all’ingenua attesa di un colpo di fortuna che spalanchi un futuro migliore.

A sei mesi dalla scomparsa di Luca De Filippo, la compagnia dello stesso attore e regista porta in scena «Non ti pago», la sua ultima produzione. Al suo posto Gianfelice Imparato, che con De Filippo aveva già lavorato. L’appuntamento con la celebre commedia di Eduardo chiude di fatto la stagione del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, giovedì 26 maggio con sipario alle 20.30. Nei panni del rancoroso protagonista Ferdinando Quagliuolo, Imparato interpreta il gestore di un banco lotto ereditato dal padre, ormai morto, la cui figura, immortalata dal ritratto sempre sullo sfondo, campeggia al centro della scena.Non ti pago» conserva le atmosfere originarie da commedia e degli anni Quaranta con i disegni e i corrispondenti numeri nell’interpretazione dei sogni che contornano il boccascena. Luca De Filippo diceva: «Ho il dovere di metterle in scena come sono state scritte, le commedie di mio padre. Non si può chiedere a me una rilettura. Una rilettura possono farla gli altri». Una chiara assunzione di ruolo che rappresenta una parte importante dell’eredità che l’attore ha lasciato, non solo alla sua compagnia, ma al teatro italiano. E anche la fedeltà al disegno che Eduardo, scrivendo, aveva tracciato dentro i suoi lavori: la centralità della famiglia, per esempio, la solidità di valori che nessuna guerra, nessuna rivoluzione, nessun sessantotto, avrebbe potuto scalfire.

Oltre a essere titolare della ricevitoria, Quagliuolo è anche un incallito e poco fortunato giocatore che mal digerisce le frequenti, anche paradossali, vincite di Bertolini, suo impiegato e futuro genero, che il venerdì notte, dopo grandi abbuffate, sogna i numeri vincenti del sabato mattina.Bertolini colleziona vincite su vincite fino a “fare quaterna” con i numeri dati in sogno dal defunto padre del suo datore di lavoro. Accecato da una feroce invidia don Ferdinando si rifiuta di pagargli la vincita e rivendica il diritto di incassare la somma per sé sostenendo che lo spirito di suo padre avrebbe commesso un involontario scambio di persona recandosi per errore nella vecchia abitazione della famiglia Quagliuolo, dove ora risiede il giovane Bertolini.

Gianfelice Imparato calza perfettamente l’ostinata cattiveria del suo personaggio, fatta di emozioni trattenute ed esplosioni di ira, mentre Massimo De Matteo, che interpreta Bertolini, è buffo e inquietante nel suo goffo contendere il biglietto vincente da lui giocato.

Il ritmo della pièce segue la tradizione del teatro di Eduardo con una comicità semplice che si manifesta nei momenti di cambio d’umore del protagonista che, dapprima calmo e fermo, in rapida successione, si rivela irascibile e scontroso, come alimentato - nel suo impeto - dalle bugie con le quali vorrebbe prevaricare sulla realtà dei fatti. La commedia offre uno spaccato di una società che affida la propria speranza alla fortuna e non alla virtù, dunque una società non molto distante da quella attuale: la fortuna di ognuno non si crea con il sacrificio, tutto è riconducibile al volere della sorte, a un destino già scritto.

Eduardo sembra volersi burlare di coloro che tentano la fortuna. Bertolini ha vinto, ha giocato il biglietto vincente, ma avendo sognato il padre di Quagliuolo deve in qualche modo restituire il sogno (e la vincita) al legittimo proprietario. Una tragicommedia che, nella sua lineare semplicità, resta diretta nei contenuti e nel messaggio: l’invidia e la voglia di arrivare in alto senza alcuno sforzo e prevaricando sugli altri non porta ad alcuna soddisfazione personale (tanto che Quagliuolorestituirà la vincita alla figlia come dote). Una morale dimostrata per converso proprio da Luca De Filippo che, pur figlio di un genio consacrato della scena, ha saputo far da sé, vivendo il teatro da protagonista in ogni sua sfaccettatura.

Si comincia alle ore 20.30
Durata: un’ora e 50 minuti più intervallo
Info http://bit.ly/27uVGLV

Biglietteria online http://bit.ly/1NZ2c79
Tel. (0831) 229230 - 562554






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-05-2016 alle 16:15 sul giornale del 26 maggio 2016 - 940 letture

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