Ostuni: Controlli del territorio, un arresto e quattro denunce

28/05/2016 - Continua l’azione di controllo del territorio da parte del personale del Commissariato di P.S. di Ostuni, diretto dal Commissario Capo Gianni Albano. Nell’ambito delle direttive rese dal Questore di Brindisi, Dottor Roberto Gentile, rivolte alla prevenzione e repressione dei reati in generale ed, in particolar modo, di quelli che minacciano la persona ed il patrimonio, gli investigatori del Commissariato della Città Bianca, portavano a termine un importante attività di polizia che consentiva di assicurare alla giustizia un soggetto, 18enne, serbo, responsabile di sequestro di persona e violenza privata e destinatario della misura cautelare restrittiva del collocamento in comunità nonché, di denunciarlo, altresì, in concorso con altri 3 soggetti connazionali per il reato di possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli.

Durante lo svolgimento di servizi appositamente indirizzati alla prevenzione e repressione di furti e rapine nel centro cittadino ostunese, un equipaggio della Squadra di Polizia giudiziaria e delle Volanti del Commissariato, percorrendo Corso Mazzini,attenzionando tutti gli obbiettivi sensibili in esso insistenti, quali ufficio postale,tabaccheria, esercizi commerciali nonché private abitazioni, notando la presenza di un’autovettura sospetta di colore scuro con a bordo 4 soggetti che, col viso parzialmente travisato da occhiali da sole scuri e con cappellini calzati a seguito, facevano pensare all’imminente commissione di un reato. Pertanto, con le opportune cautele ed accortezze che la delicata situazione richiedeva,non potendosi escludere l’ipotesi del possesso di armi, si ponevano, da un lato e dall’altro di Corso Mazzini, 2 equipaggi nel frattempo sopraggiunti e onde bloccarne gli eventuali propositi di fuga, mentre 1 altra autovettura civetta del Commissariato, raggiungeva l’autovettura sospetta nel frattempo parcheggiatasi proprio dinanzi l’ingresso di un esercizio commerciale, impedendo con l’autovettura di servizio che potessero effettuare la retromarcia, in quanto prontamente chiusi. Immediatamente usciti dall’autovettura, i poliziotti intimavano ai 4 sospetti di tenere ben in vista le mani e di uscire lentamente dall’abitacolo.nferma di quanto si stessero accingendo ad effettuare, venivano trovati in possesso di grossi cacciaviti, torce, nastro isolante nonché tutto l'armamentario tipico per lo scasso di proprietà private. Stante la circostanza che i 4 stranieri si presentavano privi di documenti personali, essendoci la stringente necessità di pervenire alla loro compiuta e certa identificazione, si raggiungevano gli uffici del Commissariato per il prosieguo dell’attività investigativa. Fatte declinare le rispettive generalità e sottoposti a fotosegnalamento di Polizia Scientifica, gli stessi venivano identificati in G.A, serbo, 18enne residente in Roma, M.G., serbo, 30enne residente in Cisterna di Latina, J.R., croato, 30enne residente in Bitonto e J.C., serbo, 19enne residente in Cisterna di Latina.

Gli ulteriori accertamenti condotti attraverso le Banche dati informatiche in uso alla Polizia di Stato, consentivano di mettere in evidenza che a carico dei 4 sussistevano numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio, in particolare furti e rapine, essendo stati “pizzicati” innumerevoli volte nella commissione di reati contro il patrimonio.

Le ulteriori verifiche svolte nei confronti di G.A. permettevano di acclarare che a suo carico risultava una nota di rintraccio per cattura, onde dare esecuzione alla misura cautelare del collocamento in idonea comunità, emesso dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale per i Minorenni di Roma., in concorso con altri 2 soggetti, anch’essi ricercati,si era reso responsabile dei reati di sequestro di persona e violenza privata, aggravati dalla circostanza di averli commessi ai danni di una minore in condizione di impossibilità di difesa. Si era, di fatti, introdotto negli Uffici di una struttura di accoglienza di Frosinone, aveva vinto la resistenza della responsabile della citata struttura,picchiandola,spintonandola violentemente e facendola rovinare in terra, tenendola altresì ferma e, successivamente, trascinava contro la sua volontà una minore colà ospitata, costringendola ad entrare all’interno di un’utilitaria, bloccandola sul sedile posteriore dell’autovettura, incurante del fatto che la sequestrata, continuava a dimenarsi, piangendo ininterrottamente, in quanto condotta verso una non nota destinazione, contro la sua volontà. Il tutto con una determinazione ed una fermezza di azione che avevano fatto ingenerare una vera e propria psicosi sociale, aumentata dalla paura di sapere in fuga un pericoloso e determinato criminale, capace di inaudita violenza. Episodio delittuoso verificatosi nel mese di settembre 2015 in Frosinone e che, a seguito dell’attività investigativa svolta, aveva determinato l’emissione del provvedimento restrittivo a carico di G.A., giudicato giustappunto dall’Autorità giudiziaria particolarmente pericoloso e in grado, se ancora libero, di commettere reati della stessa natura efferata di quello realizzato.

L’ordine di cattura era stato emesso nel mese di ottobre 2015 e per ben 8 mesi, G.A., era riuscito a sfuggire alle maglie dei controlli e della giustizia, facendo anche affidamento su tutta una serie di fiancheggiatori, passando da un campo rom all’altro e conducendo un’esistenza volutamente itinerante, proprio al fine di non dare preoccupanti punti di riferimento, non disdegnando di utilizzare appositi alias che ne rendevano vana ogni forma di ricerca e tentativo di rintraccio.

Sino alla data odierna però, allorquando, a seguito di una dettagliata attività info-investigativa, veniva scovato dalla Polizia ostunese e, ristretto in adeguata struttura di contenimento del comune di Fasano, come disposto dall’Autorità giudiziaria competente, ponendo così fine alla sua pericolosa fuga e latitanza I 4, inoltre, venivano denunciati a piede libero per il possesso ingiustificato di grimaldelli e di cose ed oggetti atti ad offendere ed il M.G. anche per non aver ottemperato all’ordine di abbandonare il territorio nazionale, emesso dal Questore di Roma, giusto provvedimento di espulsione del mese di agosto del 2015. Si dava anche esecuzione ad un’altra nota di rintraccio sussistente a carico sempre di 1 dei 4, vale a dire J.C., 19enne cui il personale operante notificava un’ Avviso di conclusione dell’Indagini preliminari emesso dal G.I.P. presso il Tribunale dei Minorenni di Torino per il reato di rapina e guida senza patente. Nei confronti di tutti e 4 gli stranieri si è predisposto l’iter per l’emissione di un provvedimento di divieto di ritorno nel comune di Ostuni.Il tempestivo intervento compiuto da personale della Polizia di Stato di Ostuni, coordinati sul campo dal Sostituto Commissario Rocco Furone, ha permesso di evitare che potessero essere portati a compimento cruenti episodi criminosi all’interno della cittadina ostunese, evitando sul nascere la possibilità della commissione di furti e rapine, assicurando altresì alla giustizia l’arrestato che si era reso autore di un efferato crimine ai danni di una minorenne, sequestrata e privata della sua libertà di autodeterminazione, creando così un forte allarme sociale nell’hinterland romano e nazionaleI servizi di controllo del territorio di competenza da parte della Polizia di Stato ostunese proseguiranno nei prossimi giorni nell’ottica della sicurezza generale.





Questo è un articolo pubblicato il 28-05-2016 alle 10:22 sul giornale del 29 maggio 2016 - 766 letture

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