Confindustria: Il discorso del presidente Giuseppe Marinò

15/06/2016 - Il presidente Giuseppe Marinò ha tenuto un discorso all'assemblea generale di Confindustria. Riportiamo la relazione integrale.

Cari Colleghi,
poche settimane fa abbiamo partecipato sia all’Assemblea privata che a quella pubblica di Confindustria. La prima ha portato - com'è noto - all’elezione ufficiale per il prossimo quadriennio di Vincenzo Boccia come Presidente. Senza dubbio una grande novità, essendo egli a capo di un’azienda di medie dimensioni. Ciò rafforza il concetto di Presidente di tutti: grandi, medi e piccoli imprenditori. Peraltro, oltre ad averlo sostenuto in modo convinto sin dall’inizio, mi piace ricordare a tutti noi che due anni fa è stato nostro gradito ospite, in occasione dell’Assemblea.
Per quanto concerne l’Assemblea Pubblica di Confindustria, posso confermarVi che è stata una manifestazione straordinaria, alla quale ha partecipato al completo la classe politica e dirigente del nostro Paese: il Governo, i leaders dell’opposizione, i Segretari Generali delle Organizzazioni sindacali ed i principali imprenditori italiani. Si respirava voglia di stare insieme, desiderio di fare sistema, tutti presupposti fondamentali per creare condizioni favorevoli allo sviluppo, come più e più volte abbiamo ribadito anche nel nostro contesto territoriale. Inoltre, è stata sottolineata l’importanza dell’industria, soprattutto manifatturiera, in uno con la necessità di valorizzare la nostra creatività ed il nostro saper fare.
In più, ancora, la necessità di un salto culturale ed un nuovo stile imprenditoriale, orientato alla crescita e al favorire aggregazioni fra le nostre imprese. Bisogna, cioè, puntare sulle filiere per trainare il sistema produttivo verso più alti livelli di competitività, migliorando in tal modo la capacità di affrontare mercati sempre più globali. Boccia ha detto che le imprese nascono piccole ed è nostro compito sostenerle per farle crescere e diventare grandi.
E’ stato, altresì, ampiamente trattato il tema del ritardo del nostro sistema produttivo, nel senso che la variabile decisiva per le nostre imprese è la PRODUTTIVITA’.
Basti pensare che dal 2000 ad oggi la produttività nell’intera economia in Italia è cresciuta solo dell’1%, mentre nei nostri maggiori partner europei è cresciuta del 17%. Nel manifatturiero i distacchi aumentano: + 17% da noi, + 33-34% in Germania e Spagna, + 43% nel Regno Unito e + 50% in Francia. Il nodo da sciogliere è senza dubbio questo!
Come ho avuto modo già di sottolineare in un’intervista ad un giornale locale, abbiamo avuto conferma che le battaglie da tempo da noi intraprese a favore delle nostre imprese associate e, quindi, dell’economia del territorio, ci vedono in buona compagnia.
Infatti, è stata con forza evidenziata la necessità che la cultura dello sviluppo economico sia interiorizzata anche dall’Amministrazione pubblica e che l’esercizio del diritto non sia più un’impresa e ancora: che il fattore-tempo è cruciale, anzi è uno dei principali fattori di competitività. Per questo, è stato evidenziato come occorra un diverso modello di legislazione e di pubblica amministrazione, in grado non soltanto di autorizzare o vietare (solitamente in tempi lunghi), ma anche di accompagnare, monitorare e promuovere la crescita. In altri termini Confindustria non chiede scambi, né favori, ma politiche attive per migliorare i fattori di produttività.
Altro tema che mi piace riprendere per i precisi riflessi per il nostro territorio è il leitmotiv dell’intervento del Ministro dei beni e delle attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, il quale ha sottolineato come la cultura ed il turismo siano un vero e proprio motore di sviluppo.
Ovviamente, nel nostro territorio c’è molto da lavorare (e sono convinto che ottimi risultati verranno dall’impegno e dalla determinazione della nostra sezione Turismo), facendo leva sul marketing, valorizzando al massimo il brand Italia, apprezzato tantissimo in tutto il mondo, attrezzandoci sia come infrastrutture che come professionalità ad accogliere i visitatori con un’offerta all’altezza delle aspettative, che sappia unire servizi e prodotti. Concludo il resoconto nelle impressioni e riflessioni emerse dalla nostra Assemblea generale, riportando, circa l'intervento del neo Ministro Calenda, anche una positiva sensazione di concretezza, capacità di fissare e perseguire gli obiettivi e di consapevolezza delle nostre problematiche.
Credetemi, Cari Colleghi, musica per le nostre orecchie, sentire che “non possiamo più rimanere in balìa dei venti locali, quando si parla di infrastrutture fondamentali o avere processi legislativi infiniti. Affrontare così la competizione internazionale è impossibile”.
Oppure sentire che “le iniziative da mettere in campo possono essere ricondotte a due filoni:
1. politiche industriali attive, puntando su innovazione, internazionalizzazione e crescita dimensionale;
2. politiche per la produttività totale dei fattori.
Cari Colleghi,
ho voluto aprire la mia relazione con questo lungo riferimento alle nostre Assemblee nazionali, perché ho colto finalmente un clima molto reattivo a quello precedente, caratterizzato da rassegnazione, apatico immobilismo e sfiducia, che finora ci ha impedito – indubbiamente assieme ad altri fattori oggettivi – di uscire dalla crisi e di intraprendere con vigore circuiti virtuosi di sviluppo. Venendo al nostro territorio, potremmo adagiarci sulla considerazione, tipo “mal comune, mezzo gaudio”, che i nostri problemi sono quelli stessi in gran parte evidenziati a livello nazionale. Ma converrete tutti che sarebbe un atteggiamento mediocre, che ci condurrebbe verso un passivo immobilismo, cioè ad attendere iniziative esogene… .
Dobbiamo, invece, tutti insieme con forza e, perché no?, con orgoglio riprendere il tema della rigenerazione di un clima concorde, con l'impegno di tutti gli stakeholders locali per la difesa dell’industria del nostro territorio, impegnata da anni in massicci investimenti sia in innovazione tecnologica che ampliamenti produttivi e, soprattutto, per garantire la sicurezza degli impianti, dei lavoratori, la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini, noi siamo l’esempio oggettivo che impresa/salute/ambiente possono e devono costituire il modello del futuro, ed inoltre, noi siamo i precursori di questa che più che essere una filosofia raccontata, è una pratica già in uso. Brindisi deve diventare un modello da esportare.
Ciò, non solo per gli ingenti investimenti già realizzati o in via di realizzazione, ma per la capacità che il territorio sa esprimere nel realizzare percorsi di virtuosismo nell’eco - compatibilità (come emerge indubbiamente da tutte le classifiche nazionali, con particolare riferimento a quelle elaborate da Legambiente), che potrebbero ancora migliorare la presenza industriale, tesa alla crescita ed a generare nuova occupazione. Certo, dovrebbero una volta per tutte essere superate alcune vischiosità, dannose ai percorsi virtuosi di sviluppo, che sarebbero alla nostra portata.
Basti pensare, per esempio, alle annose questioni dell’area SIN, alle lungaggini decisionali dell’Autorità Portuale (con il rischio di perdere le irripetibili opportunità che si presentano), al problema della valorizzazione del comprensorio della ricerca, evitando di disperdere un patrimonio importante, che pochissimi territori nel Mezzogiorno possono vantare di avere.
Purtroppo – lo dico sommessamente, ma con convinzione – a noi imprenditori non giovano neppure i frequenti corto-circuiti inter-istituzionali fra Governo nazionale e Governo regionale… e non aggiungo altro!
Cari Colleghi,
nei frequenti contatti con gli altri colleghi della Puglia e del Mezzogiorno, alla domanda: “come va a Brindisi?” mi è capitato di rispondere che stiamo meno peggio di altri territori. Ciò, perché si stanno portando avanti o sono stati annunciati nella nostra area importanti investimenti ed ampliamenti da parte di Aziende associate, dalla Farmaceutica alla Gomma e Plastica, all’Aeronautica e all’Energia. Stiamo, peraltro, lavorando attraverso un gruppo di lavoro costituito dalle principali Aziende presenti nella zona industriale di Brindisi ad un progetto, definito “distretto industriale”. L’obiettivo è quello di pervenire a mettere a fattor comune utilities, facilities e servizi. Ciò richiede anche un lavoro di analisi e progettazione esecutiva, affidato ad esperti del Politecnico di Bari e dell’Università del Salento, affiancati da CETMA ed ENEA.
Il progetto ha anche il supporto professionale di Confindustria centrale ed è stato, nelle sue linee-guida, esposto sia al Ministero dello Sviluppo Economico, sia alla Regione Puglia, con valutazioni molto incoraggianti. Abbiamo anche recentemente, insieme a Confindustria Foggia e Taranto, portato all’attenzione della Regione (Assessorati Sviluppo economico e Lavoro e Formazione) un piano di formazione per la prima volta settoriale, cioè per i dipendenti delle Aziende del Settore Aerospaziale. Dopo la condivisione dello stesso a livello politico, ora si stanno definendo gli aspetti tecnico-procedurali della nostra proposta.
Cari Colleghi,
mi avvio alle conclusioni, con alcuni sentiti ringraziamenti: ai Colleghi del Consiglio Direttivo e della Giunta, al Collegio sindacale ed a quello dei Probiviri, che non hanno mai fatto mancare il rispettivo apporto, fatto di partecipazione, suggerimenti, proposte, osservazioni critiche e sempre un forte incoraggiamento. Come ha detto il Presidente Boccia nel suo discorso di insediamento, “fare il Presidente di un’Associazione territoriale o di una categoria richiede tempo ed energia”. Tempo ed energia che con il passare degli anni cominciano a venire meno.
Sono certo, però, che la fiducia che mi avete da sempre accordato costituisce il carburante necessario a traguardare ancora per il prossimo biennio l’interesse e le istanze di Voi associati.
Da questo punto di vista, colgo la circostanza dell’odierna assemblea per ringraziare tutti Voi per l’alto livello di partecipazione alle diverse iniziative attivate dalla nostra Organizzazione.
Convegni, seminari, workshop, riunioni varie hanno sempre registrato livelli soddisfacenti di partecipazione, ovviamente intesa non solo come dato quantitativo.
Non è un caso che anche quest’anno i dati del nostro bilancio risultano positivi. Nonostante una ripresa della nostra economia piuttosto modesta e comunque poco significativa, nel periodo fra la precedente Assemblea (giugno 2015) e l’attuale, non è un caso se registriamo ben 22 nuove aziende associate per un totale di 231 dipendenti. Dato, questo, che compensa ampiamente il numero delle aziende che non sono più associate per cessazione di attività.
Vi informo che è in cantiere un nuovo sito web di Confindustria Brindisi, che sono convinto incontrerà il Vostro gradimento, fermo restando l’invito a suggerire ogni opportuno miglioramento. Gli eccellenti risultati raggiunti non sarebbero stati possibili senza la nostra tecnostruttura, che ringrazio a nome di tutti per l’impegno, la disponibilità e la professionalità, che quotidianamente profondono, con spirito di gruppo e grande motivazione. Le attività svolte e le iniziative intraprese sono tante, tantissime e credo non occorra citarle tutte.
Si va dall’Area Lavoro e Welfare, con l’assistenza quotidiana a tante aziende in materia di Relazioni industriali e l’organizzazione di continui seminari di aggiornamento sulle numerose novità normative in materia di diritto del lavoro, nonché pubblicazioni (uniche fra le Confindustrie territoriali) su queste ultime novità normative.
L’Area Fiscale, oltre alla consueta attività di consulenza e assistenza delle imprese nell’interlocuzione con gli Uffici dell’Amministrazione finanziaria, la gestione delle tematiche relative a trasparenza e legalità, nonché gli approfondimenti delle problematiche attinenti al contributo richiesto dal Consorzio Arneo, anche partecipando a sedute di numerosi Consigli Comunali.
L’Area Comunicazione e Formazione ha visto un significativo aumento delle aziende che utilizzano lo strumento della formazione, sia attraverso i Fondi pubblici che quelli interprofessionali. Moltissime anche le partnership in progetti presentati dagli Istituti scolastici.
L’Area Internazionalizzazione: qui registriamo con soddisfazione l’aumento delle nostre PMI che si muovono su mercati esteri. Oltre a varie iniziative, attivate anche con ICE, da evidenziare la recente manifestazione con il Responsabile economico dell’Ambasciata iraniana, con ben 20 aziende che hanno avuto con lo stesso un incontro one-to-one. Ciò ha posto le premesse per organizzare una missione in Iran nella seconda metà di settembre.
Molto interessante anche l’incontro con la delegazione istituzionale araba, composta – tra gli altri - dal direttore della zona franca di Hamriyah, situata all'interno dell'Emirato di Sharjah. Numerose le aziende partecipanti all'evento e ai successivi incontri ono-to-one, nei quali sono state evidenziate le importanti opportunità offerte dalla zona franca araba, grazie ad una serie di vantaggi fiscali, finanziari e logistici.
Per l’Area Economica: Confindustria Brindisi ha seguito e supportato diversi progetti di investimento, sia di grandi Aziende associate, che di piccole e medie aziende, anche al fine di suggerire opportunità di finanziamento, derivanti da risorse statali e regionali; facilitazione negli incontri di imprenditori con funzionari di banca, spesso accompagnati da Confindustria Brindisi.
Per l’Area Ambiente da citare:
- Attività di informazione e approfondimento sui principali provvedimenti legislativi nazionali e regionali in materia ambientale;
- Supporto alle aziende su problematiche relative agli iter autorizzativi richiesti dalla normativa ambientale;
- Partecipazione Tavolo di lavoro sul “Ciclo dei Rifiuti”, costituito c/o Confindustria Puglia con l’obiettivo di formulare proposte alla regione Puglia in vista dell’adozione del nuovo Piano Regionale dei Rifiuti;
- Studio dei report relativi alla qualità dell’ambiente, pubblicati da ARPA Puglia, ISPRA, Legambiente, ecc. .
Per l’Area Marketing Associativo si evidenzia l’implementazione della Sezione Turismo; il consolidato rapporto con l’Università LUISS per il supporto all’Orientamento universitario con l’assegnazione di borse di studio agli studenti del nostro territorio.
Rilevante, altresì, segnalare che la presenza della Scuola Europea a Brindisi sta creando importanti collaborazioni con imprese di tutta la Regione. Difatti molti manager stranieri di multinazionali stanno scegliendo i siti pugliesi in virtù dell’offerta formativa di livello europeo.
Per la sezione ANCE si evidenzia:
- evento Finale Concorso Fotografico “istantanee di una Città”;
- seminario di aggiornamento su Job’s Act “Modifiche e novità in materia di sicurezza” in collaborazione con Ordine dei Consulenti del Lavoro;
- seminario di approfondimento sul nuovo Codice dei Contratti Pubblici in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri, architetti, Geometri.
Intensa anche l'attività del Gruppo Giovani Imprenditori, impegnato in numerose attività, in particolare nella diffusione della cultura di impresa, con diverse testimonianze dirette di giovani imprenditori in varie scuole della provincia di Brindisi.
I Giovani Imprenditori sono impegnati, altresì, sul fronte della sicurezza e legalità. A tal fine il Presidente ha ideato la rubrica "un caffè con …" che vede come ospiti le diverse Autorità del territorio per uno scambio di idee e opinioni con i giovani imprenditori in un ambiente informale.
Segnaliamo anche il successo del PMI Day, organizzato dal Comitato per la Piccola Industria, che rappresenta un'occasione di incontro tra scuola e impresa, con visite di intere scolaresche presso le aziende del territorio, nell'ottica di orientamento verso il mondo del lavoro.
Al termine di questa carrellata, un accenno allo stato del processo di aggregazione con Confindustria Bari/BAT. Il patto federativo con Bari sta attraversando francamente una fase di stallo, a parte la lodevole iniziativa della nostra Sezione Agro-alimentare, che ha promosso una riunione a Bari con i colleghi della stessa Sezione. I motivi di questo stallo sono riconducibili:
- all’esigenza di verificare la posizione del neo-Presidente Boccia sulla riforma Pesenti;
- alla necessità di un ripensamento organizzativo circa il futuro assetto di Confindustria Puglia, anche alla luce delle note gravissime difficoltà finanziarie di Lecce e della situazione di oscillante incertezza di Taranto e Foggia.
Concludo con l’invito a tutti Voi ad “utilizzare” ancora più e meglio gli Uffici dell’Associazione, soprattutto – per quanto possibile – in via preventiva e non quando le situazioni si sono fortemente aggrovigliate. Mi riferisco, ad esempio, ad intoppi e complicazioni di iter autorizzativi, sui quali la nostra azione di supporto e lobby poteva essere più efficace, se svolta, diciamo, in via preventiva… . Del resto, la storia ultracentenaria della Confindustria testimonia l’importanza e l’utilità del nostro sistema, come potrete desumere dalla visione del filmato, che sarà proiettato alla fine della giornata odierna. Mi piace concludere con questa citazione di Italo Calvino:
“Le Associazioni rendono l'uomo più forte e mettono in risalto le doti migliori delle singole persone, e danno la gioia che raramente s'ha restando per proprio conto, di vedere quanta gente c'è onesta e brava e capace e per cui vale la pena di volere cose buone, mentre vivendo per proprio conto capita più spesso il contrario, di vedere l'altra faccia della gente, quella per cui bisogna tener sempre la mano alla guardia della spada”.
Grazie a tutti Voi!
Giuseppe Marinò


di Redazione
brindisi@viverepuglia.it 

 




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-06-2016 alle 09:48 sul giornale del 16 giugno 2016 - 934 letture

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