Alessandro Marino: "La lezione di stile di mio padre"

22/06/2016 - Un giovane scrive pubblicamente alla città. Alessandro Marino, figlio di Fernando Marino, esprime tutta la sua amarezza per la mancata elezione del padre, sottolineando, ancora una volta, la stima nei confronti di chi continuerà a credere in un progetto che prima o poi farà rinascere Brindisi.

Sarei ipocrita a dire che non siano ore difficili, ma siamo consapevoli di aver dato davvero il massimo per avere l’opportunità di cambiare questa città.

Purtroppo ci sono dei giochi e delle logiche in politica che noi non conosciamo e non avevamo intenzione di conoscere.

Abbiamo provato a fare questa campagna elettorale con le stesse modalità e gli stessi principi con cui papà ha portato avanti la sua vita, le sue aziende, la squadra di basket e in cui noi figli ci rivediamo totalmente: professionalità, lavoro, onestà, educazione e rispetto.

Non è bastato, probabilmente non sono i principi che ti permettono di avere successo in politica, ma non avremmo mai potuto rinunciare a nessuno di essi.
Se da figlio il fatto che mio padre non sia il sindaco di questa città mi da senza dubbio più serenità, da cittadino sono molto affranto e convinto che Brindisi abbia perso la più grande opportunità degli ultimi decenni di essere rappresentata con onore e rispetto in Regione e in Italia, uscendo finalmente dall’oblio e dalla sporcizia degli ultimi anni, che ancora ci fanno addirittura rimpiangere i tempi del “contrabbando”.

Ho visto una piazza gridare “chi non salta Emiliano è” e “brindisi ai brindisini” mentre un francavillese a capo della coalizione veniva intervistato. Ho sentito inneggiare alla legalità e la trasparenza mentre il sindaco arrestato il 5 Febbraio, per delle tangenti prese per ripagare i propri debiti, veniva intervistato e parlava (senza vergogna) di “rivincita”. Ho sentito dire “a vincere siamo sempre noi” a personaggi che hanno devastato la nostra città e che hanno si sempre vinto, ma sulle spalle dei Brindisini.

Ho visto e sentito parlare gente che avrebbe fatto piú bella figura a stare in silenzio, senza il briciolo di un’idea, un programma, di una competenza, di una storia, di un congiuntivo.

I cittadini hanno scelto e la loro scelta va rispettata, ma come diceva Aristotele “ogni popolo ha il governo che si merita”, e in questo momento Brindisi si merita questo.

La sconfitta elettorale non è tanto grave quanto la sconfitta contro l’ignoranza, la disinformazione e la disonestà, elementi troppo radicati nel nostro territorio e che necessitano per essere debellati una battaglia molto piú lunga e complessa.
Sono amareggiato principalmente dal fatto che molta gente si sia fatta ingannare dalle menzogne e dalle falsità dette su mio padre negli ultimi mesi, senza mostrare la minima volontà di informarsi e conoscere la realtà dei fatti.

È stato etichettato come “Servo dell’Enel” per la sponsorizzazione(precedente alla sua entrata in società) della squadra di basket della città, fiore all’occhiello di Brindisi e portata avanti con immensi sacrifici familiari.

È stato accusato di essere “Pieno di debiti” , anche a fronte di un bilancio consolidato depositato presso la camera di commercio che dimostra totalmente il contrario e di un rating AA di tre aziende che rappresentano da 20 anni una ottima realtà pugliese.
La definizione di “servo di Bari”, legata all’endorsement del presidente della Regione Puglia è l’ultimo degli squallidi modi utilizzati dagli avversari per dare “brindisi ai brindisini”: gli stessi che ci hanno portato in questa situazione e che ci fanno denigrare da una nazione intera.

Avete creduto a delle calunnie diffamanti e vergognose che mio padre non meritava. Si puó decidere di non votare per svariate ragioni ma questo modo di fare politica è davvero avvilente, anche se purtroppo ‘vincente’.

C’è bisogno di informarsi, conoscere, leggere, altrimenti rimarremo sempre schiavi di chi fa della menzogna e l’ignoranza i propri cavalli di battaglia.

La sua risposta a questo vostro comportamento è stato peró il piú grande insegnamento che un figlio possa ricevere.

Ha dato a tutti, come titolava un giornale qualche anno fa, una “lezione di stile” per me indimenticabile e piú importante di qualsiasi vittoria.

Sono certo che il nostro modo di fare, onesto, educato, rispettoso e professionale possa perdere nel breve periodo ma mai nel lungo. Sono certo che questa campagna abbia risvegliato l’orgoglio di molti Brindisini fino a poco tempo fa ormai rassegnati alle condizioni di questa città.

Si ripartirà da lí, e non da un sindaco che dopo due mesi di campagna elettorale alla domanda “quali saranno le prime azioni della sua amministrazione” continua a rispondere “non lo so, ma sposteremo la sede da Palazzo Nervegna al Municipio”.

In bocca al lupo Brindisi, prima o poi, ce la farai. ⚪️

“Il nostro problema è che se dalla nostra Panda vediamo un uomo in Ferrari non ci adoperiamo per avere anche noi una Ferrari ma facciamo di tutto per far in modo che anche lui inizi a guidare una Panda”.

Alessandro Marino


di Redazione
brindisi@viverepuglia.it 

 




Questo è un articolo pubblicato il 22-06-2016 alle 09:19 sul giornale del 23 giugno 2016 - 1020 letture

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