Ostuni: Pericoloso pluripregiudicato finisce dietro le sbarre

20/07/2016 - I poliziotti della Squadra Volante e della Polizia giudiziaria del Commissariato della Città Bianca, coordinati nelle operazioni dall’ Ispettore Superiore Pietro Gioia e dall’Ispettore Capo Pierino Tamborrino, nei giorni scorsi, hanno tratto in arresto un soggetto Sorvegliato Speciale di Pubblica Sicurezza, risultato essere di pericolosità sociale.

L’individuo già a che fare coi guai giudiziari dal lontano 2000, ancora minorenne, fu denunciato per detenzione ai fini di spaccio di droga. Denuncia, non rimasta solitaria, ne seguirono delle altre. Nel 2008, un arresto per tentato omicidio e porto abusivo di armi in quanto lo spregiudicato arrestato, in concorso col padre, esplose dei colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di un altro noto pluripregiudicato del posto rispondente al nome di Giovanni Basile, ferendolo quasi mortalmente.
Successivamente posto agli arresti domiciliari, nel 2010 fu nuovamente tratto in arresto per detenzione e spaccio di cocaina e, anche in questo caso, associato presso la casa circondariale di Brindisi.
Nel 2016, lo stesso manigoldo fu raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare poiché ritenuto facente parte di un’ articolata e vasta associazione per delinquere dedita a grosse movimentazioni di droga, tra cui cocaina, eroina, hashish e marijuana, venendo anche in questa circostanza, rinchiuso presso il Carcere brindisino.

In seguito sottoposto alla detenzione domiciliare prima e, alla Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza poi, in quanto giudicato dall’Autorità giudiziaria, estremamente pericoloso per la sicurezza pubblica tanto da imporgli di non allontanarsi da Ostuni nonché di rispettare altre stringenti prescrizioni tra le quali, quella di rimanere in casa dalle 20 alle 7, di tutti i giorni, veniva reso oggetto di approfonditi, costanti e mirati controlli da parte del personale del Commissariato ostunese, finalizzati, tra le altre cose a verificare i collegamenti del soggetto monitorato con le cosche calabresi.
Dopo indagini dettagliate, l’uomo è stato identificarlo nei pressi di Villanova di Ostuni, in compagnia di 3 soggetti nativi di Reggio Calabria, circostanza questa che fruttò all’attuale arrestato un ulteriore deferimento all’Autorità giudiziaria per violazione degli obblighi impostigli.
Violazioni che lo stesso, incurante delle conseguenze cui poteva andare incontro, ripeteva frequentemente dal momento che, controllato per ben 4 volte nell’arco di 2 giorni dalle Volanti del Commissariato, nella riferita fascia oraria nella quale sarebbe dovuto rimanere in casa, non veniva mai trovato presso l’abitazione, “decidendo” di rientrare a suo piacimento e solo “dopo aver sbrigato le sue faccende personali, non potendo prestare più di tanto attenzione all’ora”, come riferito ad uno degli Agenti durante le fasi del suo arresto.

Nella giornata del 18 luglio scorso, il personale operante, a seguito delle reiterate e continue violazioni al regime imposto della Sorveglianza Speciale della Pubblica Sicurezza, traeva in arresto in flagranza di reato Francesco Cirasino, 33enne pluripregiudicato per reati contro la persona, il patrimonio ed in materia di droga e, dopo le formalità di rito, sentito il Sostituto Procuratore della Repubblica di turno presso la Procura della Repubblica di Brindisi, Dottor Pierpaolo Montinaro, associato presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari, a disposizione della competente Autorità giudiziaria.
Ora rischia una pena da 1 a 5 anni oltre alle numerose pendenze penali gravanti sul suo capo per altri, gravi, procedimenti penali sussistenti a suo carico.
Nella giornata di ieri, veniva celebrata presso il Tribunale di Brindisi, l’udienza di convalida dell’adottato provvedimento restrittivo nel corso della quale, il Giudice per le Indagini preliminari, Dottoressa Stefania De Angelis oltre a convalidare l’arresto eseguito, giudicata la sussistenza a carico del Cirasino di gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato contestato nonché la ricorrenza di pregnanti esigenze cautelari desunte dall’entità del fatto contestato, dai numerosi precedenti penali e dai carichi pendenti tali da giudicarne la probabile reiterazione del delitto, se lasciato totalmente libero di agire, confermava l’applicazione allo stesso della misura degli arresti domiciliari.
I servizi di controllo dell’ampia giurisdizione di competenza da parte della Polizia di Stato ostunese proseguiranno nei prossimi giorni nell’ottica del perseguimento del fine della sicurezza generale.
A tal proposito, si ribadisce l’opportunità che la cittadinanza tutta si renda parte attiva nell’opera di confezionamento della sicurezza pubblica, attraverso quanto mai opportune e proficue segnalazioni atte a consentire agli investigatori della Polizia di Stato ostunese, attivabili mediante la compilazione del numero di emergenza 113, di approfondire e verificare ogni situazione giudicata dubbia ed, in quanto tale, ritenuta meritevole di approfondimento.


di Redazione
brindisi@viverepuglia.it 

 




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-07-2016 alle 16:56 sul giornale del 21 luglio 2016 - 1246 letture

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