Foggia: evade un detenuto dalle celle situate nel sotterraneo del tribunale

14/12/2016 - Incredibile evasione di un detenuto dal reparto detentivo composto da alcune stanze, situate nei sotterranei del tribunale di Foggia.

La dinamica è ancora in fase di accertamento, ma sembra che verso le ore 10.00 circa di questa mattina, un detenuto italiano della provincia di Foggia, (Cerignola ) definitivo per reati contro la persona, e con fine pena 2017, avrebbe chiesto al poliziotto di guardia, di poter uscire dalla stanza per andare al bagno. Lo stesso detenuto era allocato con il fratello e non aveva manette, per cui dopo essere uscito dalla stanza sarebbe entrato nel bagno attiguo a quest’ultima. Nel frattempo sembrerebbe che il poliziotto in servizio sarebbe stato distolto da un altro detenuto, motivo per cui avrebbe per un attimo allentato la guardia sul detenuto evaso. Ci è stato riferito che in quel momento erano in corso i lavori di sostituzione della serratura della porta che dal reparto consente di uscire e raggiungere i locali adiacenti che vengono utilizzati come parcheggio per i mezzi della polizia penitenziaria. Appena resosi conto della accaduto, i poliziotti penitenziari presenti presso il reparto hanno dato subito l’allarme, e sono scattate le ricerche dell’evaso. La mancanza di un qualsiasi sistema di video sorveglianza sia nel reparto che nei locali attigui, non ha certo aiutato le ricerche dell’evaso.

Proprio il SAPPE sindacato autonomo polizia penitenziaria nei mesi scorsi, dopo aver effettuato una visita proprio nei locali in cui è avvenuto il fattaccio ed in quelli adiacenti, aveva denunciato tale circostanza, chiedendo all’amministrazione penitenziaria di adoperarsi affinchè venisse installato un adeguato circuito di video sorveglianza attraverso il montaggio di alcune telecamere. Non conoscendo l’effettiva dinamica dell’accaduto, questa O.S. non può sbilanciarsi più di tanto sulle effettive responsabilità soggettive di quanto accaduto, ma sicuramente il SAPPE punta il dito sulla cattiva gestione del nucleo traduzione di Foggia , che va avanti da tempo e per cui abbiamo richiesto in più occasioni la rimozione dei responsabili.

Tali denunce sono scaturite da alcuni gravi fatti accaduti denunciati all’amministrazione penitenziaria regionale, e nonostante ciò abbia creato spreco di uomini, risorse, e denaro pubblico, costringendo in più occasioni i poliziotti penitenziari di Foggia a lavorare in condizioni di grande pericolo, nessun provvedimento è mai stato preso. La preoccupazione del SAPPE, non condivisa da nessun altro sindacato all’interno del carcere di Foggia è sempre stata tanta, e l’episodio accaduto in data odierna non ci coglie di sorpresa, poiché poteva accadere anche presso l’ospedale, o durante una traduzione. Anche perché i poliziotti sono sottoposti ad aggravio di lavoro che crea stanchezza fisica e psichica. Proprio per questo il SAPPE chiede che nel momento che verrà attivata l’ispezione dell’Amministrazione per la valutazione dell’accaduto, venga ascoltato ove riferirà di episodi e circostanze ben precise che avrebbero potuto avere conseguenze ancora più drammatiche di quanto accaduto in data odierna. 


da Sappe
Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2016 alle 15:57 sul giornale del 15 dicembre 2016 - 451 letture

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