Antonio Cassano, il gioiello del calcio pugliese

30/11/2017 - Il calcio è uno sport tradizionale in Italia, seguito da milioni di persone e con una serie di rappresentanze di livello internazionale che si sono imposte nella storia come la Juventus, l’Inter e il Milan, che sono anche le tre società ad aver vinto più titoli di campionato.

Tuttavia, nel Belpaese è molto importante anche il fenomeno del calcio di strada, quello vero, giocato nelle viuzze tra vari ostacoli, gente che passa, macchine in transito e soltanto con delle borse a fare da pali, una traversa immaginaria e un pallone di qualsiasi tipo. Molti dei campioni che negli ultimi anni hanno illuminato i campi di Serie A, d’Europa e del mondo sono cresciuti giocando a calcio per strada. Tra di essi spicca un ragazzo che ha imparato ad amare il calcio a Bari vecchia: Antonio Cassano. Classe 1982, e adesso senza squadra dopo aver annunciato in estate che avrebbe lasciato il calcio, l’attaccante barese è probabilmente uno dei talenti più cristallini del calcio nostrano, anche se non è mai riuscito ad esprimere totalmente il suo potenziale per via del suo carattere irrequieto.

L’annuncio del suo ritiro era stata una delle principali notizie calcistiche dell’estate scorsa. E in molti hanno rimpianto la decisione del pugliese, che ha deciso di lasciare il calcio con appena 35 anni, un’età nella quale in molti calciatori riescono ancora ad essere protagonisti. Evidentemente, a Cassano è bastato quanto fatto finora. Il più grande gioiello di sempre del calcio pugliese ha illuminato la scena con giocate strepitose frutto di un talento naturale mai seguito dal lavoro fisico, al quale egli era piuttosto refrattario. Eppure, quando era in forma, Fantantonio, come lo chiamano affettuosamente per le sue doti da fantasista, poteva far segnare chiunque. Abilissimo nel dribbling, nel creare superiorità numerica e fornire l’assist al compagno meglio piazzato, Cassano è partito fortissimo in carriera con un gol da fenomeno al suo debutto contro l’Inter a soli diciassette anni. Ben cresciuto da Eugenio Fascetti al Bari suscitò poi l’interesse della Roma, che lo acquistò un paio di anni dopo. Gli anni al fianco di Francesco Totti sono stati probabilmente i migliori della carriera di Cassano, che dopo aver però rotto il rapporto con il capitano giallorosso decise di andare al Real Madrid. Nella capitale spagnola il barese pensava più alla bella vita che al calcio e dopo una stagione e mezzo tornò in Italia, precisamente alla Sampdoria.

Alla guida di Walter Mazzarri, allenatore di polso ed estremamente tattico, Cassano tornò a prendersi le luci della ribalta e in coppia con Giampaolo Pazzini portò addirittura i blucerchiati a centrare la qualificazione ai preliminari di Champions League. Dopo una serie di altre avventure, tra le quali quella al Milan, dove vinse lo Scudetto 2010-11, e all’Inter, sarebbe poi passato al Parma e di nuovo alla Sampdoria, dove ha messo in mostra le sue ultime perle. Ora a riposo e lontano dai riflettori, il gran talento che si divertiva in campo come a Bari vecchia si gode il meritato riposo.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11-2017 alle 12:03 sul giornale del 01 dicembre 2017 - 199 letture

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