Senza Antonio Conte, l'Italia del calcio sarà assente ai mondiali

22/02/2018 -

Alcuni uomini sono dei condottieri nati, e nel calcio questa condizione sembra essere più evidente che in altri sport. È il caso di Antonio Conte, ex calciatore ed attuale allenatore del Chelsea, il cui abbandono della nazionale italiana di calcio ne ha causato un veloce declino che ha portato addirittura all'eliminazione dai prossimi mondiali di calcio che si giocheranno in Russia.

Se ogni quattro anni il principale evento calcistico scandisce il tempo che passa, quest'estate in Italia, per la prima volta dopo 60 anni, si dovrà fare a meno di queste emozioni, nonostante le ultime due spedizioni azzurre ai mondiali siano comunque state deludenti e piuttosto piatte. L'ultima grande manifestazione dove l'Italia ha ben figurato è stato l'europeo del 2016, quando proprio agli ordini del tecnico pugliese gli azzurri hanno sorpreso tutti eliminando la Spagna campione in carica e perdendo con una fortissima Germania soltanto ai calci di rigore dopo una partita intensa finita per 1 a 1 al minuto 120.

Il lavoro di Antonio Conte, che iniziò la sua carriera come allenatore nel Bari, fu determinante non soltanto nella creazione di un gruppo solido quanto soprattutto nelle motivazioni che lui stesso dava ai suoi calciatori. In molti avevano infatti asserito che l'importanza di Conte in quel gruppo era fondamentale: l'allenatore leccese veniva da una serie di conquiste importanti con la Juventus ma con la nazionale era più difficile ottenere risultati importanti, eppure a livello tattico nessuno ha impressionato come lui durante l'Europeo. La partita contro la Spagna, dove con i cinque centrocampisti ha praticamente bloccato le fasce agli iberici e ha ridotto gli spazi per il palleggio a centrocampo compromettendo la loro arma principale, è stata un capolavoro. Quel 2 a 0 contro i campioni in carica allo stadio Saint Denis vedeva Chiellini e Pellé sigillare l'ottima predisposizione tattica dell'ex allenatore della Juve, che nonostante fosse già in odore di lasciare la panchina azzurra era totalmente dedito alla causa italiana in quel momento. Dopo il suo addio alla fine della competizione, la federazione decise di puntare su Giampiero Ventura, ma a parte qualche buona prestazione all'inizio del girone di qualificazione ai mondiali, con l'ex tecnico del Torino l'Italia si è involuta ed ha fallito un obiettivo decisamente alla portata.

E così, mentre Germania, Francia e Brasile saranno le favorite per il mondiale secondo i principali pronostici dei bookmaker, l'Italia tutta assisterà al grande evento da casa e senza tifare. Magari alcuni simpatizzeranno per le nazionali di alcuni dei loro beniamini nelle squadre di club, ma quel sentimento di unità di intenti non sarà presente. Ed è per questo che adesso il nome di Antonio Conte suona nuovamente tra i corridoi di Coverciano, con Gigi Di Biagio ct della nazionale maggiore ad interim per le prossime amichevoli con Argentina e Inghilterra, ma che verosimilmente non sarà scelto come successore di Ventura. Roberto Mancini, Carlo Ancelotti e Claudio Ranieri sono gli altri candidati alla panchina azzurra, ma dato che non esiste alcuna urgenza, ci sarà ancora tempo per una decisione definitiva.

Il mondiale che verrà sarà dunque senza l'Italia e il prestigio delle sue quattro stelle. Mai prima d'ora una squadra campione del mondo aveva deluso tanto, collezionando due figuracce nelle edizioni successive alla vittoria del mondiale. Nel 2010 e nel 2014, infatti, l'Italia prima di Marcello Lippi e poi di Cesare Prandelli non era riuscita nemmeno a passare il girone di qualificazione, dimostrando di essersi adagiata sugli allori prima del mondiale vinto in Germania nel 2006 e poi dell'Europeo 2012 nel quale era riuscita ad arrivare in finale, sebbene poi perse per un netto 4-0 contro la Spagna. Adesso è l'anno zero per una Federcalcio che vorrebbe provare a tentare nuovamente Conte, a sua volta a rischio esonero dal Chelsea dove l'intesa con alcuni calciatori sembra non funzionare, che si trova adesso nel mezzo dell'esame di fuoco contro il Barcellona nel rimanente scontro degli ottavi di Champions League. Una volta conosciuto l'esito di questa eliminatoria, nuovi scenari potranno profilarsi all'orizzonte e chissà che Conte non possa farsi convincere ad accettare nuovamente la panchina azzurra per capeggiare una rifondazione, ripartendo da una squadra più giovane, con più futuro e con l'obiettivo di ben figurare all'europeo itinerante del 2020.

Per adesso, però, bisognerà accontentarsi di assistere a un mondiale da semplici spettatori, con il Brasile di Neymar Jr che farà di tutto per vincere il suo sesto titolo ed entrare nella storia della competizione in modo permanente, mentre la Germania di Ozil proverà a tenere il passo dei verdeoro ed eguagliare il loro attuale numero di titoli. Pronti a battersi per rimanere in gara fino alla fine ci saranno la Francia di Griezmann e la Spagna dei grandi palleggiatori, senza dimenticare però l'Argentina di Messi e il Belgio de De Bruyne.





Questo è un articolo pubblicato il 22-02-2018 alle 18:01 sul giornale del 23 febbraio 2018 - 53 letture

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