Marina di Brindisi. OGGIANO (FDI): L’acquisto delle quote del Comune di Brindisi da parte di Marinedi un ottima notizia per rilanciare le attività del Porticciolo... ma il Comune resti fuori dalla gestione

3' di lettura 18/05/2020 - L’acquisto delle azioni detenute dal Comune di Brindisi, per le quali lo stesso ha esercitato il recesso, da parte del socio di Bocche di Puglia spa Marina di Brindisi, Marinedi srl rappresenta sicuramente una ottima notizia che mette fine ad una telenovela iniziata nel 2015

con la necessità di dar seguito al processo di razionalizzazione delle società partecipate, che prevedeva la dismissione delle società partecipate che non svolgevano servizi strumentali per le pubbliche amministrazioni, e che in ottemperanza del dlgs 100/2017 di modifica del Testo Unico sulle Partecipate ha trovato compimento con il processo di dismissione mediante valutazione della partecipazione e messa in vendita secondo le opportune procedure di vendita.

Una operazione, che attraverso un vero socio industriale ovvero Marinedi srl, ora può rilanciare le sorti di una struttura da sempre fiore all’occhiello del territorio ma che non è mai riuscita a decollare e ad esprimere tutte le proprie potenzialità producendo solo perdite sistematicamente ripianate per la propria quota dal Comune di Brindisi e quindi a carico dei cittadini.

Quello che invece non va, anzi risulta illegittimo, è il protocollo d’intesa tra il Comune di Brindisi e la società Marinedi srl nella parte in cui all’art. 3 comma 1 prevede la designazione di un rappresentante del Comune di Brindisi in seno al Consiglio di Amministrazione della Bocche di Puglia spa e di uno nel collegio sindacale. Risulta davvero singolare come si faccia finta di non sapere che l’art. 2450 del codice civile, che prevedeva la facoltà per lo Stato e per gli enti pubblici (anche in mancanza di partecipazione societaria) di nominare uno o più amministratori o sindaci è stato abrogato dall’art. 3 comma 1 del decreto legge 15 febbraio 2007 n. 10 convertito dalla legge 6 aprile 2007 n. 46. Tale abrogazione è stata necessaria per recepire le indicazioni della Commissione europea, la quale aveva avviato una procedura d’infrazione (n. 2006/2104) contro la Repubblica italiana.

Per effetto dell’abrogazione in oggetto, si recepiva quindi l’indicazione della Commissione europea, che aveva avviato una procedura d’infrazione mettendo in mora l’Italia per violazione degli art. 43 e 56 del Trattato CE sul diritto di stabilimento e sulla libera circolazione dei capitali e violazione della libera concorrenza.

Pertanto la designazione di un rappresentante del Comune di Brindisi in seno al Consiglio di Amministrazione della Bocche di Puglia spa e di uno nel collegio sindacale è una evidente oltre che maldestra illegittimità e produce una distorsione del mercato che non potrà non essere sanzionata.

Il tentativo del Sindaco Rossi e della sua maggioranza di eludere in questo modo così grottesco e spudorato il dettato normativo, intromettendosi nella gestione di attività che devono essere lasciate al mercato, rappresenta una evidente invasione di capo dettata da uno sfrenato clientelismo politico per creare posti di potere e gestione da spartire per una maggioranza che non riesce più a sfamare gli appetiti dei partiti e movimenti che la sostengono.


da Massimiliano Oggiano

Capogruppo FDI Comune di Brindisi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-05-2020 alle 23:39 sul giornale del 19 maggio 2020 - 201 letture

In questo articolo si parla di attualità, gestione, fratelli d'italia, fdi, Capogruppo, Comune di brindisi, rossi riccardo, porticciolo turistico, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/blXj