Alzheimer: gli aspetti ignorati della malattia

2' di lettura 20/05/2020 - Il morbo di Alzheimer è certamente una delle malattie più diffuse, ma al tempo stesso è ancora sottovalutata:

l'Alzheimer (o anche demenza senile) ha colpito in Italia circa 1 milione di persone, al di sopra dei 65 anni d'età, anche se può insorgere intorno ai 45-50 anni, più raramente sui 30 anni. Putroppo gli aspetti difficili di questa infausta malattia, non riguardano solo la perdita di memoria, perchè il malato deve fare i conti con la difficoltà di camminare, masticare, inghiottire, ed è soggetto anche a notevoli sbalzi d'umore, disorientamento, confusione, deliri e allucinazioni causate dalla percezione distorta del proprio cervello della realtà.

Ma i malati d'Alzheimer non sono le uniche vittime della malattia, perchè anche i familiari più stretti ne subiscono inevitabilmente gli effetti, che si riversano sul loro stato psico-fisico-emotivo, avendo la responsabilità di doversi occupare e gestire, per quel che è possibile, un parente con una malattia così complessa. Inoltre, la ricerca per la cura dell'Alzheimer pare essere sottofinanziata, perchè molti credono erroneamente che questa malattia sia solo una delle ramificazioni della vecchiaia, ma non è propriamente così. Comunque, uno studio recente (ma senza conferma definitiva) affermerebbe che il responsabile dell'insorgere della malattia sia un accumulo all'interno dei neuroni, di una proteina chiamata "Tau", ma ci sarebbero anche altri fattori responsabili come colesterolo, fumo, diabete, depressione e pressione alta.

Purtroppo non esistono modi assoluti per prevenire l'Alzheimer, perchè i trattamenti esistenti non hanno il potere di arrestare o rallentare la malattia, ma soltanto di migliorare la vita dei malati. Il consiglio degli esperti, è comunque quello di cercare di condurre uno stile di vita sano, con la classica dieta mediterranea, attività fisica e stimolare il cervello con attività intellettuali come leggere, scrivere e imparare (tutte cose che non hanno età per essere praticate) per ritardare la comparsa del morbo aumentando la resistenza del cervello.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-05-2020 alle 22:02 sul giornale del 21 maggio 2020 - 157 letture

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