Lavoratori de "La Nostra Famiglia". Le Segreterie Territoriali FP CG e CISL FP chiedono intervento urgente da parte della Regione Puglia

2' di lettura 20/05/2020 - Questa la nota urgente inviata al Presidente della Regione PUGLIA ed al Direttore Generale della ASL di Brindisi.

Le scriventi Segreterie Territoriali di Brindisi vogliono porre all’attenzione delle LL.SS. una situazione paradossale che vede interessata l’Associazione de “La Nostra Famiglia” avente una pluralità di implicazioni che si riverberano sulla particolare utenza e sui Lavoratori dipendenti.

Preliminarmente occorre precisare che l’Ente in parola è presente in più Regioni d’Italia. Ed in quest’ultimi tempi ha inteso “riesumare” un vecchio accordo del 2012 con l’obiettivo di aumentare trasversalmente il contratto di lavoro dei propri dipendenti da 36 a 38 isorisorse ovvero senza incrementi retributivi.

La cosiddetta “Fase 2” - crono programma governativo per gestire l’emergenza sanitaria - non è iniziata nei migliori auspici, atteso che, oltretutto, l’Associazione ha dimostrato grossi limiti organizzativi in tutto questo delicato periodo del “Covid 19 “.

Non è assolutamente accettabile che lo stesso Ente non programmi l’avvio delle importanti attività riabilitative così come previsto dalle disposizioni del Governo, con tutto ciò che comporta tale inopinata decisione sui Cittadini Utenti che si vedono negare da un’Associazione accreditata con il nostro Sistema Sanitario e con la Regione Puglia. È appena il caso di sottolineare che l’Associazione rappresenta una grande eccellenza sul territorio per ciò che concerne la riabilitazione neuro psicomotoria del minore e di tutte le attività incardinate in tale disciplina.

Tuttavia le difficoltà investono anche i Lavoratori, proprio quei lavoratori che danno lustro con la loro professionalità e spirito di abnegazione all’Associazione. Solo alcune delle criticità: non percepiscono nessuna forma di reddito da marzo ad oggi in quanto il loro datore di lavoro non ha ritenuto di poter anticipare i fondi messi a disposizione dal Governo con Dl “Cura Italia”. Ma come se non bastasse si chiede loro di ridursi anche lo stipendio.

E che dire – come sopra sottolineato – della mancata attivazioni di attività rientranti nei Livelli Essenziali di Assistenza, sconfinando probabilmente nella interruzione di pubblico servizio?

In definitiva, si chiede alle LL.SS., ognuna nel rispetto di ruoli e prerogative, di voler immediatamente intervenire per far cessare quanto sopra rappresentato, per contemperare l’obiettivo di garantire i LEA ed i diritti dei Lavoratori in una Regione come la nostra che sostiene con soldi pubblici la sanità privata a cui occorre oggi più di ieri esercitare il dovuto controllo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-05-2020 alle 16:30 sul giornale del 21 maggio 2020 - 234 letture

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