Covid-19 più buono? Nessuna certezza, Lopalco spiega perché

2' di lettura 26/06/2020 - Il punto del professor Pierluigi Lopalco sulla questione del Covid-19 che sarebbe diventato più "buono".

"Non conosciamo il comportamento del virus in relazione al clima, e quindi non sappiamo ancora cosa potrebbe succedere in estate se eliminassimo del tutto le misure di controllo ed un minimo di distanziamento fisico", spiega il professor Pierluigi Lopalco, a capo della Task Force Epidemiologica pugliese.

E ancora: "Non esistono evidenze che le mutazioni cui è andato incontro il virus, ne abbiano ridotto l'aggressività in termini di outcome clinico. Al contrario, nel corso dei più recenti focolai in Italia, comunque si sono registrati decessi quando il virus ha colpito pazienti fragili, ed il virus che ora circola in sud America è probabilmente lo stesso che circola in Europa".

Lopalco inoltre, rimarca che: "Dalle indagini siero-epidemiologiche di cui si ha notizia in maniera aneddotica, la percentuale di popolazione che ha sviluppato anticorpi contro il virus, è mediamente bassa nelle regioni del Nord (30%), e molto bassa (2%) nelle regioni del Centro Sud. Non sappiamo se ci sarà una seconda ondata in autunno-inverno, perché questo dipenderà fortemente dalla capacità di bloccare la circolazione del virus da parte della sanità pubblica. Non sappiamo se e quando sarà disponibile in produzione su larga scala un vaccino sicuro ed efficace".


di Angy Trix
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Questo è un articolo pubblicato il 26-06-2020 alle 21:02 sul giornale del 27 giugno 2020 - 204 letture

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