BRINDISI. EVENTI ESTATE 2020: QUANDO LA FANTASIA E L’ARROGANZA SUPERANO LA REALTA’

4' di lettura 27/07/2020 - Mi pare doveroso precisare al nostro assessore D’Errico la natura giuridica della fondazione in oggetto la quale si rifà ai principi ed allo schema giuridico delle fondazioni di partecipazione ai sensi dell’articolo 1 dello Statuto della Fondazione Nuovo Teatro Verdi.

L’Ente pubblico che partecipa la Fondazione su menzionata ha, in sostanza, una serie di poteri strategici in relazione all’indirizzo ed al controllo della medesima, mediante il quale assicura il perseguimento dello scopo istituzionale, ex art. 3 dello Statuto.

La disciplina applicabile alle fondazioni di partecipazione è quella delle fondazioni (Cons. di Stato 20 dicembre 2000 parere n. 288).

Alle fondazioni di partecipazione, secondo i giudici di Palazzo Spada, si applica la disciplina delle fondazioni, in quanto la locuzione “altre istituzioni di carattere privato”, contenute del DPR n. 361 del 2000 e succ. modifiche ed integrazioni.

Con particolare riferimento alle fondazioni costituite o partecipate da Enti Locali va segnalata l’assenza di una disciplina organica, e l’interprete pertanto dovrà necessariamente fare riferimento alla disciplina civilistica in materia (artt. 14-35 c.c.) ed allo Statuto (completamente ignorato dall’Amministrazione comunale e dall’assessore D’Errico).

A tal proposito riporto integralmente parte dello Statuto della Fondazione Nuovo Teatro Verdi pubblicato sull’albo Pretorio del Comune di Brindisi:

- ex art. 1 comma 3 dello Statuto che ha suscitato la mia curiosità “...la Fondazione ha durata illimitata, non ha scopo di lucro, non può distribuire utili, i proventi del suo patrimonio e delle sue attività sono destinati integralmente al conseguimento degli scopi statutari…”

- ex art. 6 comma 4 dello Statuto “…gli eventuali avanzi di gestione debbono essere impiegati per il ripiano di eventuali perdite di gestioni precedenti…”

Resta perciò che la fonte di cui riferirsi per trarne l’ordinamento applicabile non può che essere che quella statutaria che ivi posiziona le norme sull’ordinamento e sull’amministrazione.

​Un aspetto importante e ribadito nella precedente nota ed esposto dello scrivente è: “…la Fondazione registra in bilancio ancora perdite negli esercizi precedenti (riporto voci di bilancio – 140.684,71): l’avanzo di gestione doveva essere destinato alla parziale copertura delle perdite ancora presenti in bilancio, così come esplicitato nella nota integrativa allegata al conto di gestione 2019…”.

​Pertanto in conclusione e non perdermi in un linguaggio meramente tecnico, evidentemente estraneo all’assessore D’Errico, a differenza dei leoni da tastiera preciso che tali poteri strategici in merito all’indirizzo ed al controllo della Fondazione non devono assolutamente stravolgere la natura eminentemente privatistica dell’Ente, che consolida il proprio bilancio a quello del Comune di Brindisi.

​Ricordo inoltre allo smemorato e a quanto pare sfiduciato assessore che il fondo di dotazione (200.000 € come indicato nello Statuto) è infungibile e necessario per il raggiungimento dello scopo e qualsiasi modifica dello stesso deve essere sottoposta al Consiglio Comunale e non in una riunione di maggioranza (non è un tesoretto da spendere o sperperare) o perché la dotazione minima prevista per gli enti del terzo settore è di 30.000 €.

Nessuno vuole togliere alla Città piacevoli momenti di cultura (per citare testuali parole dell’Assessore) ma rispettiamo gli enti creati ad hoc per farlo, il Codice Civile ed infine, se mi posso permettere, un minimo di trasparenza nell’iter.

Mi chiedo i motivi per i quali si è arrivati a questa scelta senza ratio e mi pongo delle domande alle quali naturalmente non avrò risposta:

- Per il Covid che ha aggravato una macchina amministrativa già in difficoltà?

- Per i giudizi frettolosi in riunioni dove ognuno pensa ad ascoltare ciò che fa più comodo?

- Per saccenza di taluni verso altri in base a non so quali principi?

- Per mala informazione che purtroppo ad oggi dilaga?

- Per accontentare il solito entourage?

- Per la campagna elettorale?

- Per il solito sistema clientelare?

- Per la prepotenza di imporre il proprio pensiero anche se sbagliato?

Non sono giunto ad una conclusione. Invito la politica (sinistra, centro, destra) ad una profonda riflessione: quanto il fine giustifica il mezzo?

Dispiace prender atto che l’Amministrazione Comunale abbia “socializzato le perdite e privatizzato gli utili” con l’assessore D’Errico facendogli fare il lavoro sporco e che probabilmente questa sarà l’ultima interlocuzione fatta con lo stesso: continuerò quella con l’amico Cristiano.


da Massimiliano Oggiano

Capogruppo FDI Comune di Brindisi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-07-2020 alle 17:14 sul giornale del 28 luglio 2020 - 215 letture

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