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Barletta: controlli della guardia di finanza, sequestrata una rivendita di ricambi auto

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Nei giorni scorsi Polizia e Guardia di Finanza hanno effettuato una serie di controlli presso autodemolitori, autoparchi e rivenditori di pezzi usati attivi nella provincia di Barletta-Andria-Trani.

Nelle 3 aziende controllate, due ad Andria ed una a Barletta, sono emerse diverse importanti irregolarità sulle quali sono tutt’ora in corso i relativi accertamenti. Nello specifico, un’attività di rivendita al dettaglio di pezzi usati di autovetture è stata sottoposta a sequestro per il reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Il sequestro si è reso necessario in quanto è stato constatato che all’interno della ditta veniva esercitata abusivamente la gestione di rifiuti oltre alla vendita e allo stoccaggio di pezzi d’auto in un’area in realtà destinata alla conduzione agricola. Pertanto sono stati apposti i sigilli all’attività abusiva e il titolare dell’azienda è stato denunciato.

Le operazioni di polizia sono inoltre proseguite nei confronti di un autoparco, dove all’interno di due box, legittimamente concessi in locazione a due rispettivi conduttori, sono stati individuati circa 9.000 pezzi di cosmetici e di cura della persona, sottoposti a sequestro poiché privi dei requisiti di sicurezza contemplati dalla normativa a tutela del consumatore e la contestuale segnalazione alla Camera di Commercio per l’irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla normativa vigente. Sono inoltre stati rinvenuti 799 profumi contenenti sostanze nocive poiché contenenti la sostanza chimica Butylphenyl Methylpropional, vietata dal Regolamento della Commissione Europea 1902/2021 del 29 ottobre 2021, in quanto annoverate tra quelle cancerogene, mutagene o tossiche.

Le attività investigative hanno inoltre consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro circa 800 litri di gasolio ad aliquota agevolata e destinato ad uso agricolo, in quanto il possessore era privo del libretto UMA (utenti motori agricoli), requisito imprescindibile per l’utilizzo del suddetto beneficio e che pertanto porterà alla quantificazione dell’accisa evasa. Il titolare è inoltre stato denunciato a poiché il gasolio era custodito in violazione della disciplina antincendio e quindi con modalità potenzialmente pericolose.



Questo è un articolo pubblicato il 21-03-2024 alle 16:45 sul giornale del 22 marzo 2024 - 92 letture






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