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Gallipoli: cocomeri greci spacciati per italiani, sequestrate 9 tonnellate

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La Guardia di Finanza della Compagnia di Gallipoli ha sequestrato 9 tonnellate di angurie recanti false indicazioni della zona di provenienza.

I controlli, svolti assieme agli ispettori dell'Ufficio ICQRF Puglia e Basilicata, hanno riguardato una società del basso Salento operante nel settore del commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi. Le attività ispettive hanno permesso di rilevare come l’azienda avrebbe mascherato la tracciabilità di un grosso quantitativo di angurie provenienti dalla Grecia, di cui non ne risulta certa la reale zona di produzione in quanto non tracciata cartolarmente, per essere rivendute sul territorio nazionale come di origine e coltivazione italiana.

La procedura di confezionamento per l’immissione in vendita si concludeva con l’utilizzo di un packaging ingannevole riportante fallaci indicazioni sulla zona di origine e produzione e simbologie italiane atte ad indurre in inganno i soggetti intermediari ed il consumatore finale. Il rappresentante legale della società è stato denunciato per frode in commercio.

Dai controlli sono emerse altre violazioni di carattere amministrativo sulla tracciabilità degli alimenti: i finanzieri hanno rinvenuto e sequestrato 2 tonnellate di carciofi, 1.500 litri di olio di oliva sfuso e in lattine, asseritamente extravergine, e 300 litri di vino, il tutto privo di etichettatura che ne attestasse la tracciabilità e la qualità. Nel corso dell’intervento sono stati inoltre identificati due lavoratori intenti a prestare la propria attività in nero.



Questo è un articolo pubblicato il 04-05-2024 alle 11:40 sul giornale del 06 maggio 2024 - 96 letture






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